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Buongiorno! Bentornati sul canale ValorosoIT, il canale dedicato ai computer e all'elettronica vintage. Mi trovo al Varese Retrocomputing 2024 con Sergio Gervasini di ESoCoP, che non è una novità all'interno del canale, perché l'abbiamo già intervistato l'anno scorso in occasione dell'altro Varese Retrocomputing.
Ciao Sergio!
Ciao Amedeo!
Di che cosa mi vuoi parlare oggi?
Allora, vi parliamo di quelle tre macchine che abbiamo deciso di portare oggi, perché noi, quando portiamo delle macchine, vogliamo sempre raccontare una storia, se vogliamo. Ok?
In questo caso, la storia è un po’ quella di Steve Jobs. Sappiamo benissimo che ha fondato la Apple, sappiamo benissimo che l'ha fatto assieme a Steve Wozniak. Quando han cominciato, han fatto una scheda che si chiamava Apple 1 e che, vabbè, insomma, ne han venduti pochi. Quei pochi che sono rimasti sono diventati rarerrimi. L'ultimo, pare, che vada via un milione di dollari adesso. Chi ce l'ha adesso si fa bei soldi.
Esattamente! Oh, se c'è qualcuno che ce l'ha e lo vuol regalare, noi siamo pronti!
Eh, in effetti. Io c’ho una scheda clone, cioè replica, dell'Apple 1. Però è una replica, insomma, non è l'originale, ecco.
Purtroppo. Però, subito dopo l'Apple 1, cosa han fatto? Han fatto l'Apple II. Allora, l'Apple 2, che qui purtroppo vediamo spento. Ed è spento perché stamattina funzionava benissimo, poi naturalmente, come succede nelle migliori famiglie...
È il bello della diretta, no?
È il bello della diretta. Comunque è una macchina che ha più di quarant'anni, quindi diciamo che ci può stare che, magari dopo un paio d'ore di funzionamento, possa dare qualche numero, insomma.
Ma tanto te sei sicuramente in grado di sistemarlo.
Sì, beh, lo sistemeremo sicuramente. Questo è proprio un Apple II, cioè uno dei primissimi che sono usciti. Poi, dopo, la serie Apple 2 in effetti ha proseguito: ci sono stati gli Europlus, ci sono stati gli E, ci sono stati i Platinum. Ce ne sono state... sono andati avanti fino agli anni '90 a farli.
Quindi, comunque sia, è una macchina longevissima, se vogliamo. Però questo è il capostipite, quindi questa è proprio la macchina da cui è nata la Apple fondamentalmente. Cioè, l'Apple 1, sì, ok, è stata la nascita vera, ma quando han cominciato a far soldi, li han fatti con l'Apple 2.
E se non sbaglio, se mi ricordo bene dall'anno scorso, sennò poi la taglio questa scena, l'anno è il 1977. Erano usciti il PET, il TRS-80 e l'Apple II.
No, non ho guardato. Eh, non ho guardato. Mi ricordavo da quello che hai detto l'anno scorso. Anzi, se cercate nel canale @ValorosoIT, trovate l'intervista di Sergio Gervasini dell'anno scorso. L'anno scorso si parlava delle macchine che nel '77 crearono un'epoca. Qui invece parliamo delle macchine che ha creato Steve Jobs, o quantomeno in cui è stato coinvolto in una certa maniera.
L'Apple //, quindi, lo consideriamo di nuovo il capostipite di tutta una serie di macchine che alla Apple hanno realizzato e che è andata avanti fino agli anni '90, come dicevamo.
Altra macchina fondamentale dell'evoluzione della Apple è il Macintosh. Ok. Il Macintosh venne presentato nel 1984 durante il Super Bowl, e venne fatto un filmato pubblicitario, chiamiamolo così, che era molto particolare per l'epoca, denominato 1984, vedi caso. Il regista fu Ridley Scott, quindi era una cosa, oltretutto, dirompente per l'epoca.
Perché comunque fare pubblicità al Super Bowl nessuna azienda di computer l'aveva mai fatto. Ci era riuscita proprio la Apple. E lo fece la Apple.
Secondo, questa macchina era considerata una rivoluzione, perché era la prima macchina destinata a un mercato di massa, che aveva interfaccia grafica, aveva un mouse e quindi era già tutta integrata: un lettore di floppy, tutto integrato per poter funzionare e avere un'interfaccia grafica.
E su c’è un simulatore di volo. Quello che stiamo facendo girare in questo momento è un Simuatore: il Flight Simulator. Il classico Flight Simulator che esiste in N versioni e varianti su quasi tutte le piattaforme esistenti. C’è anche per il Macintosh prima serie.
Anche questa è una prima serie, comunque sia. Quindi il primissimo. Il primissimo dei Mac!
Mi ricordo ancora, e un giorno mi piacerebbe riprodurla, la scena con cui Steve Jobs presentò il primo Mac. Allora, lui era, a parte vestito tutto in ghingheri e col farfallino, si presentò sul palco. C'era una specie di cubetto con una borsa in mano. Aprì la borsa, tirò fuori il Mac, attaccò la spina, dal taschino estrasse un floppy, lo cacciò dentro e fece partire la demo senza dire una parola. Era bellissimo!
Tra l'altro, una nota a margine: la Apple, prima del Macintosh, aveva fatto il Lisa. Il Lisa era però una macchina estremamente costosa e con delle potenzialità abbastanza scarse, se vogliamo. Nel senso che era lenta perché, comunque, la quantità di grafica che le avevano messo dentro era molto pesante. Anche questo (il Macintosh) era abbastanza lento, però costava molto di meno e quindi ecco perché ha cominciato ad avere successo.
Teniamo comunque presente che la versione originale aveva 128KB di RAM, e con 128K non ci facevi quasi nulla. Tant'è vero che, dopo poco, fecero l'espansione a 512KB. Ok. E incoraggiarono gli utenti del 128K a fare un upgrade per passare al 512K. Che si poteva fare all'interno del computer stesso? No, ti davano un'altra motherboard. Ah, dovevi proprio cambiare tutta la motherboard? Assolutamente sì. Ok. Però gliela davano a un prezzo talmente stracciato che praticamente quasi tutti lo fecero. Quindi i pochi Mac 128K che sono rimasti in giro sono veramente rari, diciamo. Sono rari adesso, sono diventati rari.
Altra macchina con cui coinvolgiamo Steve Jobs è invece una macchina di quando lui se ne andò dalla Apple. La macchina di cui parliamo qui è la NeXT, o meglio, in particolare il NeXT Cube, dalla forma naturalmente.
Da quando è stato cacciato dalla Apple?
Sì, che poi lì è sempre discutibile: cacciato, se n'è andato... Insomma, è chiaro che, quando si litiga tra soci, poi prima o poi qualcuno se ne va. Solitamente succede così. Lui se ne andò dalla Apple e creò questa società: NeXT.
Progettò quindi queste macchine qua. Tra l'altro, questa è la seconda versione del Cube, perché la primissima versione aveva dei dischi magneto-ottici, non hard disk, cosa che li rendeva non molto affidabili, diciamolo chiaramente. Tant'è vero che appunto arrivarono dopo e ritornarono un attimo sui loro passi, usando degli hard disk più normali, tra virgolette.
Ma in particolare, questa NeXT che portiamo qua l'abbiamo ricreata come replica della NeXT su cui è nato il World Wide Web.
È nato il WWW?
Il WWW è nato su una Next, al CERN di Ginevra, nel 1990. E su questa macchina, abbiamo replicato la macchina sia col software, che sta girando in questo momento. Quindi noi qui vediamo adesso le pagine che sono proprio quelle originali di Internet. La prima pagina Internet della storia. La prima pagina Internet della storia è girata su un NeXT.
Non solo: abbiamo replicato anche quel bigliettino che si vede lì. L'adesivo.
Eh, che è mezzo stracciato ma volutamente, nel senso che all'epoca l'avevano mezzo stracciato.
Però il concetto era che, quando svilupparono il software su questa macchina, era ovviamente un software che doveva girare 24 ore su 24, perché si parla di essere online su Internet, no?
Sì, un server deve sempre stare acceso.
Esattamente. Siccome però era sulla scrivania di Tim Berners-Lee, glielo spegnevano ogni tanto.
E allora lui ci appiccò questo bigliettino con scritto: Questo è un server, non spegnetelo!. Se spegnete questo, spegnete Internet!
Esattamente. Te li vedi i ragazzi di oggi, se gli spegni Internet, che cosa fanno?
E quindi, vabbè, lui appiccò questo bigliettino, che poi venne mezzo strappato. Però, insomma, le foto che lo riportano dell'epoca lo mostrano fatto in quella maniera lì, e noi abbiamo voluto proprio replicare esattamente la macchina su cui è nato il web.
E quindi, eccola qua! Eccola qua!
Bellissima, anche questa. Grazie mille, Sergio! Grazie a te, Amedeo.
È stata una bellissima presentazione.
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Ciao! Ciao!