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Buongiorno! Bentornati sul canale ValorosoIT, il canale dedicato ai computer e all'elettronica vintage. Per la prima volta sul canale: Stefan Dawid di Gerundo Retrogaming! Di che cosa ci vuoi parlare? Tanto piacere, grazie per l'intervista. Oggi presentiamo una postazione Arcade, di fatto basata su componentistica Arcade originale. Ovviamente, non potendo trasportare un cabinato da 100 kg, è una versione condensata. Sono i componenti dell'Arcade, che hai detto che è stato esploso, praticamente.
Assolutamente sì, di fatto qui abbiamo la componentistica tutta originale di un cabinato Arcade anni '80. Ok. Partiamo dal monitor: è un monitor CRT, come lo chiamano gli addetti, cioè a tubo catodico, per chi ha in mente vecchi televisori. Come vedete, opportunamente tarato, ha dei colori estremamente brillanti. Infatti si vede benissimo. Con un focus che uno non si aspetterebbe da una vecchia tecnologia. Altri monitor si vedono ballerini, colori che sfarfallano, invece questo è veramente... stabile. C'è un lavoro di taratura non banale, perché chiaramente sono oggetti che cominciano ad avere 30-40 anni. Quindi, al di là di cambiare alcuni componenti, è proprio un fatto di costantemente tararlo per mantenere questa qualità di immagine.
Scusa l'ignoranza, ma su questo monitor qua tutte queste tarature dovevano essere fatte anche a suo tempo o è una cosa che si fa soltanto adesso perché ha 40 anni?
No, sono tarature che andavano fatte in parte in fabbrica, in parte le faceva il noleggiatore, perché i cabinati, ai vari bar o alle sale giochi, venivano noleggiati e quindi, nella fase di installazione, veniva tarato. Anche perché sono estremamente delicati nel trasporto. Cioè oltre a rompersi, si starano. Quindi, una volta consegnato al bar piuttosto che alla sala giochi, poi c'era anche un lavoro di ottimizzazione e taratura. Assolutamente. È quello che hai fatto tu adesso per averlo così brillante, così stabile, giusto?
Corretto. Tra l'altro, mi dai lo spunto per raccontare che i primi cabinati, quindi i primissimi anni '80, i classici Pacman, Space Invaders, erano macchine singole, cioè avevano una grafica molto particolare. Tra l'altro, la grafica era particolarmente bella, alcuni sono quasi dei lavori di arte, perché la grafica del gioco in realtà era poco attrattiva. Allora, per i ragazzini si facevano le grafiche. Quindi erano dei cabinati singoli, monogioco. Quindi c'era la grafica che intendiamo come una specie di adesivo stampato sul cabinato: tu vedevi una macchina, un'automobile fatta benissimo, poi accendevi e vedevi quattro pixel che si muovevano.
Esatto, quattro pixel che comunque per l'epoca, per i ragazzini (io l'ho vissuto), era una cosa... ricordiamoci che i primissimi, tipo il Pong o il Breakout, sembravano a colori, ma anche lo stesso Space Invaders sembrava a colori. Ma le prime edizioni avevano una bella pellicola di plastica per cui, quando arrivavi in quel livello, diventava verde, ma semplicemente perché c’era la pellicola incollata. C'erano questi metodi molto grezzi. Dicevo, cabinati singoli. Siccome venivano noleggiati, all'inizio dei primi anni '80, con pochi giochi, li tenevano magari per sei mesi, perché poi il negoziante pagava un affitto e prendeva il guadagno dalle monetine.
Ok, cosa è successo? Che con l'aumentare dei giochi e con l'aumentare anche della qualità grafica, se tu ne avevi uno vecchio, avevi meno fatturato. Quindi il produttore ha cominciato a ragionare: facciamo qualcosa di più modulare. E quindi hanno cominciato a fare dei cabinati che erano diciamo universali. Quindi il cabinato lo tenevi, il monitor lo tenevi e cambiavi tutta la scheda.
Tutta la scheda? Non solo la ROM, tutta la scheda? Sì, tutta la scheda. Quindi una scheda è un gioco?
Assolutamente sì. Quello che vedete qui, tra l'altro, questa è una staffa originale. È proprio l'interno di un cabinato. Se volete, questo, ovviamente il legno è rifatto, ma la staffa è originale, che come vedete è regolabile in funzione delle dimensioni. Non c'erano standard.
Ah, perché tutte le schede potevano essere diverse, una più piccola, una più grande?
Potevano essere diverse. Anzi, in origine, diciamo fino agli anni '90, anche il connettore era diverso a seconda della marca. Quindi Atari ne aveva uno, Konami un altro.
Invece adesso c'è uno standard, o sbaglio?
Yes, si chiama JAMMA, che sta per Japan Amusement Machinery Manufacturers Association. Quindi macchine da divertimento giapponese. È usato ancora nelle slot, che io sappia, e quindi il connettore è il medesimo.
Cosa significa? Che, per esempio, le connessioni con la parte joystick e bottoni e soprattutto la connessione di alimentazione è standard. Se no, ogni volta dovevi cablare diversamente.
Quindi dicevo, dal cabinato singolo si è passati al cabinato multiplo, dove cambi la scheda con il nuovo gioco. Hanno ulteriormente evoluto questo concetto. E questa è la prima scheda, 1988, ed è una scheda originale Capcom, che è una famosa azienda di giochi tutt'oggi ancora esistente. Se volete, sono quelli che hanno prodotto Street Fighter 2, che magari anche i ragazzi di oggi conoscono. Hanno introdotto un concetto ulteriore: facciamo anche la scheda modulare. Quindi magari si vede poco, ma queste sono una, due e tre schede, tre schede una sopra l'altra. Alla base c'è il processore. Qui abbiamo un processore Motorola 68000, che per l'epoca era circa dieci volte più potente di qualunque altra scheda.
Come quello del Commodore Amiga. Esatto, è stato usato anche nel mondo Apple. Processore di grande successo e utilizza, che io sappia, anche degli Z80 di supporto per il suono. Quindi è molto innovativo come concetto. Anche a costi di sviluppo: tu sviluppi la scheda base una volta sola e cambi i giochi. Quindi anche per il produttore... E sono le due schede successive.
Il perché della scheda piccolina è per un motivo di protezione. Perché sempre negli anni '80, le leggi sul copyright erano praticamente inesistenti, c'era una fioritura di cosiddetti bootleg. Copiavano e quindi il produttore originale ha detto: 'Io mi devo proteggere'. Non bastava solo copiare le ROM, ma dovevi avere anche la scheda, la chiave. La chiave hardware.
Sì, di fatto ci sono dei chip custom, come li chiamano, proprietari. Quindi, se non sapevi, all'epoca non avevano modo di disassemblarlo o di andare a rivedere. Peccato che questa prima protezione, questo sistema, si chiama Capcom Power System (CPS). Questa è la versione uno. Ne hanno fatte altre due, principalmente perché si sono accorti che, nonostante avesse la schedina chiave, lo stesso Street Fighter oggi si trova più facilmente in bootleg che originali. A quel punto hanno fatto la versione due e la versione tre, che qui dentro hanno la famosa Suicide Battery. C'è una batteria e, se per qualunque motivo io stacco questo per un periodo di tempo prolungato, quindi non ha alimentazione, la batteria va a rovinare alcune EPROM e quindi rovina il programma.
Il che vuol dire che lo devi riportare in fabbrica o dal produttore. Quindi questa è stata la loro soluzione. Per chi fa retrogaming… Una soluzione cattiva però, eh? Eh sì, molto cattiva. Una soluzione proprio estrema, radicale: ‘Se mi vuoi copiare? Io muoio’.
Esatto, ‘se provi a portarmi via, mi porti via morto’.
Ok, quindi diciamo che oggigiorno, infatti, per chi fa retrogaming ci sono due tipi di schede. Infatti, dovendone acquistare una (perché hanno un costo non banale), ho preferito questa per non avere problemi. Ci sono dei metodi alternativi, ma è comunque un mal di testa ancora oggi.
Sì, beh, questo potrebbe essere comunque un suggerimento per chi ascolta il video, di evitare magari di comprare schede che si possano suicidare da un giorno all'altro. Assolutamente, verificare bene. Hanno vissuto per 40 anni, poi arrivi te, la compri e bam, muore.
Ma poi hanno anche, come dire, muoiono anche di loro perché, avendo... Questa è dell'88, quindi ha una sua età. Al precedente evento che abbiamo fatto, volevamo mostrarla perché, diciamo, era una novità per il nostro gruppo. Collegata… una bella colonnina di fumo e puzza... stacca tutto! L'alimentatore era a posto, è proprio la scheda che aveva... decisamente la scheda. Sì, in realtà sono i condensatori, tipicamente, che saltano. C'era un condensatore, adesso senza annoiare, da sostituire.
Per fortuna, perché spesso invece il danno poi va in cascata e a quel punto butti via tutto. Abbiamo visto finora, quindi, il monitor e la scheda. Gli altri due elementi chiave sono, ovviamente, la cosiddetta plancia e l'alimentazione, perché avevano l'alimentazione sia il monitor che la scheda, molto particolare. Plancia. Questa è una plancia ricostruita, però rispecchia assolutamente il disegno di un altro cabinato molto famoso, che è il Neo Geo della SNK, perché era particolarmente ergonomico. Come vedete, per le dita, sia in termini di come hanno posizionato i tasti, che non sono i classici lineari, sia perché c'è una superficie di appoggio. Ovviamente, se uno è di fronte, adesso di lato non rende. Comunque, la componentistica: sono tutti joystick e tasti ancora Arcade. Sono aziende che ancora esistono. Hanno delle peculiarità: per esempio, ci sono micro switch.
Visto che parliamo di storia dell'informatica, i micro switch... Anche questa è una scoperta curiosa, cioè l'attuatore che c'è sotto al tasto è un micro switch. Tipicamente, i migliori sono Cherry. Voi direte: 'Ma Cherry chi è?' Beh, quella delle tastiere. Tastiere IBM meccaniche, che ancora molti apprezzano perché avevano i micro switch Cherry. Le tastiere moderne, non faccio brand per non fare pubblicità, di gaming più di successo offrono la versione apposta: paghi, con i microswitch Cherry, perché quando scrivo lo devono sentire in tutti gli uffici della ditta! Anche io. No, ma ci sono, pare, statistiche. Io ho cominciato con quelle meccaniche, ma ci sono statistiche che dicono che, siccome tu hai il feedback, riesci a scrivere più velocemente. Se sia vero o no, sai... Sì, io nel mio caso scrivo velocemente, ma cancello altrettanto velocemente, perché magari fai 10 errori, quindi...
Eh, ma anche il click di cancellazione. Il click di cancellazione...
Ecco, l'ultimo componente di un cabinato è ovviamente la parte di alimentazione. Qui abbiamo ricreato, come dicevamo, una versione condensata, quindi in un'unica scatola troviamo i due alimentatori. Vedete, ci sono parecchi fili, ma possiamo assicurare che è tutto fatto a norma, in sicurezza.
Sì, beh, il dito non ce lo metto dentro comunque.
No, no, anche perché qui abbiamo un trasformatore alternata da 220 a 128.
Ok, 220 ci fa malino...
Sì, abbastanza. C'è un fusibile però, volendo...
Sì, non vorrei testarlo io.
Assolutamente no. Il monitor viene alimentato con queste due tensioni, mentre, perché sennò sarebbe stato troppo semplice, al di là di tutti gli standard, servono anche tre tensioni diverse in continua: sono 5V, 12V e -5V. E vengono fatte da quest'altro alimentatore.
Ok, quindi tre tensioni continue più l'alternata per il monitor.
Esatto, due tensioni alternate. Anche lui due tensioni alternate.
Ecco, una cosa importante per chi si volesse cimentare nei restauri: questi monitor arrivano fino a 10.000 volt. Quindi, vedete che c'è una protezione. I monitor CRT non vanno mai toccati, mai. Hanno il trasformatore elevatore di tensione, che giustamente... è ad altissima tensione. Quindi ci sono dei metodi per scaricarli. Rivolgetevi agli esperti perché questo è l'unico elemento dove c'è un pericolo.
Per chi non volesse cimentarsi in tutta questa componentistica, o semplicemente non avesse lo spazio per un cabinato, ci sono oggi delle opzioni moderne. Ovviamente, ci sono le opzioni software, quindi MAME o altri emulatori. Ma, diciamo, per i più puristi o per chi cerca qualcosa che si avvicina di più, avete qui due esempi. La prima, che è questa, è una scheda Jamma, quindi lo stesso standard delle schede da bar. Quindi può essere inserito un cabinato (nel connettore) ed è un FPGA, quindi in maniera hardware emula quelli che sono i giochi, quindi molto fedele. Oppure, nel secondo caso, vedete un Raspberry, che è quest'altra scheda verde. È un Raspberry con una scheda aggiuntiva che si chiama Recalbox, che consente, di nuovo, di collegarlo, in questo caso, come vedete, di nuovo a un pettine Jamma.
Anche questo è Jamma?
Sì. E ovviamente saranno multigioco. Allora, la differenza tra i due è che l'altra, per le schede FPGA, è puro hardware. Quindi, la prima, bianca, si chiama BitKit. Tra l'altro, la produce una piccolissima azienda americana. È in funzione di cosa sviluppa il programmatore, quanto lui riesce a ricreare fedelmente l'hardware dell'epoca. Nel momento in cui andiamo su piattaforma Raspberry, ovviamente, sempre con tutti i crismi di legge, va con le ROM, ovviamente se hai le ROM del gioco...
Esatto, questa è la differenza sostanziale.
Che poi vedo che anche su quella FPGA ci deve essere tipo un WiFi o qualcosina, no?
Sì, perché ovviamente anche qua c'è una componente antica, che è il connettore Jamma, però poi l'aggiornamento avviene... Siamo nel 2024, quindi in qualche modo...
Assolutamente sì.
Grazie mille, allora, per tutte le spiegazioni. Grazie a te. E’ stato un piacere.
Piacere mio. E alla prossima!
Alla prossima! Chi si vuole iscrivere al canale, interessato a retrocomputer ed elettronica vintage, clicca il bottoncino, campanella, e ci vediamo al prossimo video.
Ciao!