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Buongiorno e bentornati sul canale ValorosoIT, il canale dedicato ai retrocomputer e all’elettronica vintage. Mi trovo ancora al Varese Retrocomputing 2023 con Michel Mammoliti, esatto, che ci deve spiegare una cosa bellissima, che unisce i computer vintage alla musica! Esatto. Allora, praticamente, quella che vediamo qua è una simulazione di come funzionavano gli studi di registrazione musicale negli anni '80, inizio anni '90. Praticamente, si aveva un computer che era il fulcro di tutta l'apparecchiatura, che pilotava attraverso un sistema chiamato MIDI tutta una serie di strumenti elettronici che vediamo qua, Abbiamo diversi sintetizzatori, diverse tastiere, appunto. Qua abbiamo due tastiere ibride digitali e analogiche, vale a dire che il controllo del funzionamento della tastiera è digitale, gestito da un microcontroller interno, ma la generazione del suono è analogica. Abbiamo una Juno-106, tastiera piuttosto famosa e molto usata anche negli anni '90 nella musica dance house. Abbiamo una Korg DW-8000. I cavi MIDI sono quelli là sotto, giusto, che collegano le tastiere…
Esatto, in realtà escono diversi cavi da qua, escono sia cavi MIDI che cavi audio. I cavi MIDI si vedono meglio qua, su questi altri due. Queste due sono due tastiere digitali, completamente digitali. Questa qua è una Yamaha DX100, che è praticamente la versione piccola a basso costo della Yamaha DX7, che era una tastiera molto famosa negli anni '80 ed è stata usata in una tonnellata di dischi. I cavi MIDI sono questi qua. Attraverso questi cavi, praticamente, il computer che tra poco vediamo di là comanda completamente tutto lo strumento. Gli dice quali note suonare, con quale intensità di volume, quale suono usare mano a mano che il brano procede.
Ok, quindi non sei tu che suoni la tastiera, ma è il computer che suona sulla tastiera. Esattamente: il computer pilota tutte queste tastiere in tempo reale. L’Atari, che adesso andiamo a vedere. L’Atari pilota la tastiera, che ha all'interno dei suoni campionati e i suoi banchi di suoni interni, che vengono commutati man mano che il brano va avanti. Se, per esempio, qui mi serve il suono di una campanella, suona la campanella, poi commuta al prossimo suono che può essere una sezione di fiati e suona i fiati e fa tutto automaticamente. Poi, dalla tastiera, viene registrato, esatto, dalla tastiera tutto quanto converge nel mixer. Poi, in un contesto reale di uno studio, le uscite audio finivano poi in un registratore multipista su cui poi l'ingegnere del suono faceva il master finale del brano.
Qua, adesso, per lo scopo della dimostrazione, tutto finisce semplicemente in un impianto stereo. E qua abbiamo l’Atari Mega ST, che è il fulcro di tutto il discorso che dicevamo prima, e da qui viene pilotato tutto quanto in modo automatico. Adesso faccio una breve dimostrazione, faccio partire un brano. Alziamo un po' il volume.
Ed è tutto automatico e tutto in tempo reale. Praticamente, l’Atari sta leggendo la sequenza, sta procedendo, andando avanti sulla sequenza e sta inviando tutti i messaggi MIDI ai vari strumenti, i quali suonano quello che l’Atari gli sta dicendo di suonare. Ok, cioè è una comunicazione che parte da qui. Esatto. Si muove verso le tastiere. Esatto. Passa attraverso questi due box qua, che sono degli splitter, praticamente, e poi le tastiere generano i vari suoni, i quali poi ritornano e quindi escono poi sul nostro impianto stereo.
Spettacolo! Grazie mille per la presentazione, Michel. È stato un piacere. Per vedere gli altri video relativi al Varese Retrocomputing 2023, cercate nel canale, oppure qualcosa vi metto anche in descrizione. Ciao! Ciao!