Esploriamo i computer di Nuova Elettronica: Kit Modulari, Espansioni e Personalizzazioni!

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Benvenuti sul canale ValorosoIT, il canale dedicato ai retrocomputer e all'elettronica vintage. Mi trovo a Tradate, al Varese Retrocomputing 2023, una manifestazione di computer d'epoca, ma anche di computer moderni! Con me c'è Giuliano Mingarelli che adesso ci farà una bella presentazione di un computer molto particolare.

Quello che state vedendo qui esposto è un computer di Nuova Elettronica. Praticamente è un computer che usciva in kit di montaggio. Questo in kit di montaggio. Sì, esatto. Si montava utilizzando diversi kit: era modulare. Si partiva con l'alimentatore, poi un BUS e aveva delle schede aggiuntive che potevano essere messe su questo BUS. Si partiva dalla scheda CPU. Ok, che monta uno Z80, microprocessore Z80 della Zilog oppure SGS, che era il secondo brand di che costruiva questo microprocessore. E poi c'era una versione di tastiera esadecimale, di tipo didattico, e che veniva utilizzata appunto per apprendere le nozioni principali di programmazione. Com’è che si programmava questo? Questo qua si programmava con il kit didattico in linguaggio macchina esadecimale. Ok. Poi il sistema operativo che poteva essere utilizzato con varie espansioni sia di memoria e anche con drive che leggevano i floppy; i sistemi operativi erano l' MSDOS, che era un MSDOS proprietario, poi anche il CP/M. Ok. Sì. Beh, in effetti, lo Z80 lo supporta il CP/M. Sì, lo supporta, ok.

Ma questo qua è proprio il kit che era uscito del Nuova Elettronica? Sì, diciamo che l'utente aveva la possibilità di acquistare solo quello che interessava al suo progetto. Era un progetto che poteva essere iniziato e completato a seconda delle esigenze e c'erano varie opzioni che si potevano acquistare. C'è il case rack, dove all'interno è contenuto l'alimentatore, questo di tipo artigianale perché poi ogni utente lo personalizzava. Anche l'alimentatore si personalizzava? Diciamo, la parte principale è standard, poi si mettevano componenti diversi per migliorarlo. Ok. A seconda dell'esperienza dell'operatore.

Invece è la scheda madre questa è la scheda? Questa è la scheda madre, questa qui è la CPU. Sì, esatto. Qui si vede una esterna. Quindi questa è la stessa? Sì, è questa scheda qui. Ok. Qui si vede anche sulla rivista la foto, è molto simile. Ok.

Poi c'era l'interfaccia per la tastiera esadecimale, che poi è questa qui. Questa qui, esatto. E già con questo kit iniziale, quindi alimentatore, BUS, scheda CPU, interfaccia tastiera esadecimale, tastiera esadecimale, si poteva iniziare a avere le prime nozioni di programmazione linguaggio macchina in esadecimale.

Nuova Elettronica, sulla rivista, faceva degli esempi di come programmare e spiegava in modo proprio semplice come funzionava e che risultati si potevano ottenere. In effetti, Nuova Elettronica era una rivista fantastica per l'epoca. Io mi ricordo che anch'io ne avevo lette tantissime. E tutto quello che so di elettronica, fondamentalmente, me l'hanno insegnato loro. Sì, confermo, tanti elettronici, anche informatici, hanno avuto questa esperienza.

Quello che dicevo, la cosa importante di questo kit: Nuova Elettronica diceva a chi realizzava il prodotto che se non funzionava, avevano la garanzia della riparazione gratuita. Loro acquistavano il kit, lo assemblavano, non riuscivano a farlo funzionare, lo rispedivano a Bologna e praticamente veniva riparato gratuitamente.

Andando a leggere le varie storie, anche di quello che scriveva Nuova Elettronica, la maggior parte dei problemi erano dovuti a saldature fredde (classico), componenti inseriti al contrario. Quelli si rompono anche! Saldatura fredda, ancora ancora, ce la fai a ripararla senza cambiare niente. Magari un integrato al contrario, se si inverte il + col - … Un integrato al contrario, oppure resistenze di valore non corretto... Perché poi, cosa succedeva, tanti non acquistavano il kit, ma acquistavano le parti separate, magari non erano di buona qualità, tipo gli integrati, se non arrivavano dalla Nuova Elettronica, magari erano più scadenti e c'erano questi problemi qui.

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E invece questo qua che cos'è? Questo qui è il monitor, il drive e la tastiera. Non ha, diciamo, parti elettroniche. Ma è sempre relativo a questo? Sì, è sempre relativo al progetto: e la prima versione. E’ il case della tastiera, monitor e drive. Ok. Quindi, questo qua non contiene un'elettronica all'interno, non contiene la CPU? Non contiene la CPU. Non contiene, diciamo, le parti logiche che sono contenute nel rack. Ok. Invece, qua dentro, c'è solo il monitor, il drive con l'elettronica, la sua elettronica, chiaramente il monitor con la sua elettronica, la tastiera con la sua elettronica, ma non c'è la parte logica.

Quindi questo qua contiene il monitor (e l'elettronica del monitor), il drive (e l’elettronica del drive) e la tastiera con la sua elettronica. Poi tramite dei cavi, c'era il cavo della tastiera, il cavo del drive e il cavo del segnale video, finiscono poi qua dentro, esatto, nel rack. Successivamente è stato diviso in parti. C'è una seconda versione che ha le parti separate. Quindi, c'è la tastiera separata, qui adesso io non l'ho portato oggi perché… Ah, perché anche quello hai? Sì. Fantastico. Questo qui è la prima versione, l'altro è questo, che ha sempre il mobile rack con all'interno l'alimentatore e le parti logiche. Il monitor è separato e l’unità drive, floppy drive, è separata, la tastiera è separata. Che si potevano anche comprare, quindi, separatamente? Sì, esatto.

Invece, questo qua probabilmente sarebbe stato un kit unico. Un kit unico iniziale, perché all'inizio l'hanno prodotto in questo modo. Poi, chiaramente, per esigenze di manutenzione, per avere un prodotto più versatile, è stato diviso in parti. Anche per avere doppio drive. In questo caso qua, come facevo a mettere il doppio drive? No, esatto. Poi c'erano anche interferenze elettromagnetiche, si doveva schermare bene il drive dal monitor. Quindi, internamente magari inseriva una piastra metallo. Sì, all'interno. Sì, c'era una piastra che faceva da isolamento tra il monitor e il drive stesso.

Ecco, tutto il sistema è molto pesante. Si vede, è tutto di metallo. Sì, in metallo bello, in lamiera pesante. Questo è lamierino, diciamo, un po' meno spesso, ma è pesante ugualmente. Delle parti in alluminio. Anche il rack è in metallo. Poi c’è un trasformatore. Sì, è tutto pesante qua. Pesante, sì. Di sicuro non è leggero come il Commodore 64. Mettiamolo così, ok. Ecco, sono prodotti che ho recuperato negli ultimi anni.

Io non sono mai riuscito ad assemblarlo, inizialmente, perché ero un ragazzino. Avrà avuto un costo assurdo. Aveva dei costi veramente non accessibili a tutti. Beh, ti sei rifatto, direi anche abbondantemente, visto che ne hai presi due! Ma ho diverse… ne ho tre, addirittura! Tre. Ho una terza versione, lo chiamo il Valenza Po. E come mai? E perché è stato assemblato da un orafo, un artigiano orafo che l'ha assemblato e l'ha utilizzato nella sua azienda e successivamente è stato utilizzato dalla figlia per imparare l’informatica. Poi si è anche diplomata in informatica, utilizzando questo computer di Nuova Elettronica. Facendo esperimenti, programmi. Questi sono i veri programmi! Poi potevi utilizzare il Basic, il DOS (che era un DOS proprietario) e poi anche il CP/M. Ok.

Poi il prodotto ha iniziato a essere venduto negli anni dal 79 all’85. Successivamente c'era l'azienda di Genova che l'ha progettato - perché non era un progetto di Nuova Elettronica - no, non era loro, ma è stato affidato a un'azienda di Genova che l'ha progettato - e poi successivamente questa azienda, quando Nuova Elettronica non ha più prodotto periferiche, schede aggiuntive, le ha prodotte questa azienda qui ed ha creato anche un club dove si poteva continuare in qualche modo a utilizzare il computer. C'erano modifiche per riuscire a migliorarlo.

Grazie mille per la presentazione. E’ stato un piacere. È stato tutto molto chiaro. Per gli altri video relativi al Varese Retrocomputing, cercate nel canale @ValorosoIT. Non ve li metto in descrizione tutti. Eh, ve ne metto magari qualcuno, ma gli altri li andate a cercare. Ciao.

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