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Buongiorno e benvenuti sul canale ValorosoIT, il canale dedicato ai retrocomputer e all'elettronica vintage. Mi trovo al Varese Retrocomputing 2023 e sto visitando un po' tutti gli stand presenti all'interno della fiera. Mi trovo con Vincenzo Bono del gruppo Gerundo... Aspetta che lo dico io… Taglia! No, ma taglio io dopo!
Mi trovo con Vincenzo Bono del gruppo Gerundo Retrogaming. Adesso ci racconta un po' cosa ha portato qua, perché vedo delle cose molto interessanti, un po' di Commodore vari: il 16, il 64 e il 128 che tanto amo. Adesso passo subito la parola a Vincenzo.
Piacere! Abbiamo portato qua un tavolo dedicato ai Commodore. Quattro Commodore. Allora, questo è un Commodore 128, che mi è stato regalato nell'86 per la mia cresima, collegato a due monitor Commodore originali. Su questo sta girando un gioco che è uscito l'anno scorso Eye of the Beholder, che sfrutta entrambi i monitor. Quindi abbiamo un gioco moderno per un computer vintage. È un gioco degli anni '90, un gioco da 16 bit che gira su un computer a 8 bit. Ok. E la parte moderna è che sfrutta due monitor. Fino ai primi anni '90, fino ai primi anni 2000, due monitor su un computer non si vedevano. Questo comunque è un computer di quarant’anni che nativamente aveva un supporto per il monitor a 80 colonne usato per il CP/M e per il Geos (interfaccia grafica).
Sì, altri sistemi operativi. O 40 colonne che era per la modalità retrocompatibile per il Commodore 64. E negli ultimi anni stanno uscendo dei giochi, questo è il secondo. Il primo è PETSCII Robots di 8-bit Guy. Questo è il secondo gioco sfrutta due monitor e il secondo monitor, al momento, viene utilizzato per la funzione di auto mappa. Allora, in questo gioco si gioca col mouse. Questo è un mouse per Commodore 64, non è quello dell’Amiga, è un mouse particolare. Il Commodore 1351. I segnali analogici vengono praticamente mandati al chip audio che fa un campionamento per spostare il mouse. Il meccanismo di gioco è identico a Beholder originale.
La funzione di auto mappa è su questo monitor. Cioè, su un monitor c’è la mappa, quindi sai dove sei e la scopri, vedo, la scopri piano piano che giochi. Piano piano viene compilata.
Originariamente si doveva disegnare la mappa su un foglio a quadretti, hanno aggiunto questa funzione a partire dagli anni '90 su diversi giochi. Eye of the Beholder non ce l'aveva, ma per questo remake adesso la mappa si genera in automatico. Poi la particolarità hardware di questo C128, a seguito di tanti guasti, riparazioni, guasti e riparazione, mi sono un po' stufato di ripararlo ogni settimana, e allora ho preso una scheda madre nuova che si chiama 128 NEO. Ah, ok. Quindi un circuito stampato moderno. Un circuito stampato moderno in cui hanno corretto gli errori della PCB originaria. Non ci sono più patch in giro, è molto pulita. Ho preso più componentistica nuova possibile, quindi tutti i condensatori, tutte le resistenze, socket e anche i circuiti logici vari che ci sono in giro sono nuovi. Ho recuperato dal 128 le RAM, i chip originali, lo Z80, le varie ROM, i chip video, le memorie video… pochi, due o tre componenti, tipo questo condensatore variabile, questo induttore che non si trovano più in commercio. Le porte. Quindi, fondamentalmente, i passivi sono tutti nuovi, invece i componenti attivi hai cercato di recuperare quelli che trovavi sul tuo Commodore. Qualche piccolo attivo nuovo, probabilmente queste due RAM sono nuove, credo.
A parte che anche qualche chip logico… si trovano anche oggi. I TTL sono tutti nuovi.
Poi, non c'è il modulo RF, c'è questo amplificatore della Texas Instruments per migliorare il segnale video, che può essere messo anche sul Commodore 64 normale. Dà un segnale video un po' più pulito, meno effetto gel-bar. Infatti vedo che si vede benissimo. Va molto bene. E in più c'è questa schedina per il doppio SID, sia 8580 che 6481, collegata. Ho riutilizzato le porte di uscita dell’RF per attaccare l'uscita stereo e lo switch per selezionare il chip da usare per la riproduzione audio, quindi a tutti gli effetti è un 6 canali audio con due SID. Sul 128 c'è una lamina di metallo che si appoggia con delle parti flesse che vanno a toccare i chip. Quindi dissipa direttamente sulla lamina metallica del Commodore 128. Questa è la ROM originale che era venduta in Italia con il codice caratteri con le lettere accentate italiane, l’ho recuperata dalla mia macchina e l'ho messa qua. Poi, altra particolarità: c'è il JiffyDOS sia per 64 che per 128. Lo uso con una Ultimate. Quindi parliamo anche di accessori moderni per computer vintage. Esatto, la Ultimate è un’FPGA che sul C128 riesce a simulare tutti i drive, quindi il 1541, il 1571 e anche Commodore 1581 (quello da 3.5 pollici).
Ha un'espansione di memoria REU integrata, una stampante virtuale, una porta ethernet per andare in rete, funziona anche per simulare il registratore. Sì, mi ricordo che anche l'altoparlante per fare il rumore del drive. Ha l’altoparlantino per simulare il rumore del floppy. Una cosa interessante è che puoi caricare lo stato della memoria REU mentre tu esegui applicazioni. Quindi, in campo vintage, se si è interessati al Geos 128 o applicativi per 128, si possono caricare in memoria, salvo la memoria, poi vengono ricaricati velocemente. La particolarità del 128 è che aveva uno zoccolo vuoto in cui si andava a mettere una ROM del Geos che funziona come il KickStart dell’Amiga. Quindi il Geos precaricava in ROM tutto quello che era possibile per accelerare il caricamento dell'interfaccia grafica. Sul 128 il Geos era proprio un sistema operativo quasi come il KickStart dell’Amiga.
Qua abbiamo invece gli altri 8-bit di casa Commodore: 64, C16, Vic-20. Sono collegati a 3 Mivar, che sono stati modificati per: Auto-ON e Auto-AV. Sostanzialmente sono delle funzioni che permettono all’accensione del monitor di uscire automaticamente dallo stand-by senza schiacciare nessun pulsante e di andare sul canale AV in maniera automatica, come se fosse il monitor del computer. Sono stati moddati a morte di computer e ognuno è stato riverniciato usando il codice RAL del colore del computer. Infatti, sta molto bene. Quindi c'è il grigio beige per il Commodore 64. Colori del C16 e Vic 20. E tutti equipaggiati, come il 128, con accessori moderni, Ultimate e altri.
Questa è una demo, una piccola demo che è composta da un membro del nostro gruppo, Gerundo Retrogame, che sta girando. Dietro c’è la Ultimate e a questo 64 abbiamo attaccato una scheda che si chiama Nunchuk64, che permette di collegare i joypad di Nintendo Mini, Super Nintendo Mini e anche quelli della Wii. Contiene un FPGA anche lei e la particolarità è che mappa il tasto A come se fosse il tasto SU del joypad. Quindi tutti i giochi del C64 platform, dove devi saltare con il joystick in alto, che è abbastanza scomodo, puoi utilizzare anche il tasto di colore rosso. E’ abbastanza comoda come cosa, è carina, la conoscono ancora in pochi.
È interessante. Essendo questo attacco molto diffuso, ci sono anche dei joystick Arcade che lo usano e si trovano.
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Passando al C16 invece, come si può vedere, questo è un C16 che sta facendo girare il JiffyDOS, che di solito si fa col Commodore 64, e in più ha la scritta 3-PLUS-1 ON KEY F1, che sarebbe la ROM del Commodore Plus/4. Quindi, se premo F1 entra nei programmi del Commodore Plus/4.Esatto, e ci riesce perché in questo computer abbiamo cambiato la ROM, sostituendola con quella del Plus4, mettendo il JiffyDOS, aggiungendo 64 KB di RAM, quindi sostanzialmente è equivalente a un Plus/4 con il JiffyDOS. E, per sicurezza, abbiamo cambiato la PLA e il chip principale con soluzioni moderne che dovrebbero preservare un po' più a lungo la vita di questo computer. Avete sostituito i componenti vintage, insomma. I componenti vintage, in particolare questi due sul C16 sono molto fragili. Intanto scrivo il mio sito internet, eh, giustamente ne approfitto per fare un po' di pubblicità (www.valoroso.it). Qua c’è attaccata l’SD2IEC, per caricare i programmi tramite la memoria MicroSD, giusto?
Oppure questo ha l’SD? Tutte e due, questo ha l'SD con l'adattatore per la MicroSD.
E infine, qua abbiamo un VIC20, prima generazione con i tasti arancioni, e il Mivar è stato colorato anche lui uguale, per fare pendant con i tasti arancioni. Sostanzialmente è un Vis-20 originale, solamente recappato per migliorare un po' la qualità del segnale video. Dietro c'è attaccata una scheda Penultimate. E questa è interessante, come la Ultimate. Meno flessibile, in quanto non puoi attaccare direttamente le schede SD, ma hai bisogno comunque di un SD2IEC esterna per caricare i programmi.
Però ha, diciamo, la funzionalità di dead test, vari tipi di espansioni di RAM, quindi per portare il Vic20 a 35 KB e, in più, ha delle ROM pre-caricate e qualche utility.
Ma, la cosa più carina è che ha la funzione integrata che va a leggere dalla SD2IEC. Ah, bene! E’ integrata nativamente, così ti puoi caricare direttamente quello che vuoi, semplicemente con quattro click, diciamo.
Senza digitare nulla, si può caricare dalla schedina. E qui ci sono vari programmi di demo. Carica sia i D64 che i D81, che i PRG. Allora, ci ha messo un po' a caricare perché con la SD2IEC vai a simulare il protocollo di lettura da disco. Quindi è più veloce di un disco meccanico, ma comunque ci vuole un po' di tempo. Comunque emula il drive. Un modo per accelerare SD2IEC è usare il JiffyDOS (le routine di caricamento veloce). Sul C16 abbiamo messo JiffyDOS, ma per il Vic20 non c'è il JiffyDOS, quindi il caricamento viene a tempo reale, come si faceva una volta.
Adesso il gioco è caricato. Anche questo è un gioco moderno, è un remake di H.E.R.O. per Commodore 64, ma fatto sul Vic20. Non gestisce gli sprite e deve essere programmato in maniera molto particolare. Quindi, chi l'ha programmato è stato veramente in gamba.
Anche adesso si mettono a programmare per i computer vintage. È una cosa interessante, perché rimane viva la memoria, rimane vivo tutto del nostro passato.
Grazie mille di tutto, allora. Grazie a te! E ci vediamo alla prossima, al prossimo video. Ciao!