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Buongiorno! Bentornati sul canale ValorosoIT, il canale dedicato ai computer e all'elettronica vintage. Per la prima volta sul canale ValorosoIT, Karl Voltolini, altrimenti detto Vintanerd. Lo trovate anche su Facebook, se siete interessati.
Di che cosa ci vuoi parlare?
Beh, allora, oggi siamo qui, ringrazio Amedeo per l'invito a questa manifestazione, che è molto partecipata, devo dire, molto divertente: Varese Retrocomputing 2024, eccola lì! Tante persone che chiedono informazioni, che provano… più che provano, che ci provano! Poi si piantano col joystick in mano e bisogna spiegargli come andare avanti.
Perché siamo qui sul tavolo dedicato a un mito degli anni ’80: Ghostbusters, il film. Un fenomeno di immagine che poi arriva chiaramente anche sui computer dell’epoca, su vari computer dell'epoca, in vari porting. Ecco, partiamo, facciamo una breve carrellata. Queste sono alcune delle macchine su cui è stato fatto il porting del gioco Ghostbusters, e ringrazio appunto Davide Giuffrida per l’MSX2, che è una macchina un po' più recente, ma sul quale comunque Ghostbusters, nella sua versione identica all’originale, gira, è stato portato. Poi abbiamo uno ZX Spectrum, il Commodore 64, che è la macchina su cui è stato sviluppato in primis il gioco: nasce proprio su questa piattaforma.
Io questa qua me la ricordo benissimo, perché da piccolo ci ho giocato parecchio a Ghostbusters.
Eh sì, sì, sì. E il bello è che sono andato da teenager a guardare il film al cinema, e poi sono tornato a casa, e con gli scambi che si facevano… ti mando un floppy con alcuni giochi della mia lista e tu mi rimandi un floppy con alcuni giochi della tua lista che io scelgo… Finalmente sono riuscito a entrare in possesso del gioco e ci ho giocato un'infinità di volte. Mi ricordo che c’erano anche questi negozi che ti vendevano i floppy copiati, piratati, magari chiedevano 5.000 lire a dischetto e all’interno ci potevi scegliere quello che volevi. Mi pare che in uno di quelli avevo trovato Ghostbusters.
È stato un bel gioco. Mi divertiva.
Perché tu avevi la fortuna di essere in una zona più popolata – verso Milano - dove c’erano anche negozi del genere. Su, a Trento, in Trentino-Alto Adige, facevi la tua bella busta col tuo bel dischetto e speravi che l’altro ti rimandasse il dischetto, perché tu potevi anche mandarne uno e non ricevere nulla. Non mi è mai successo, però avrebbe potuto capitare. Beh, tutta gente onesta, devo dire, ho sempre trovato tutta gente onesta.
L’ultimo della fila è un Apple II. Sbaglio, o tu hai un debole per questi computer?
Sì, io ho un debole per l’Apple II, e non so perché. Io non nasco con un Apple II a casa, nasco con un Vic-20 prima, un Commodore 64 poi. Mi ricordo, poco prima che i miei mi acquistassero il Commodore 64, dopo averli tediati per mesi e mesi, c'era vicino a casa mia un concessionario Apple che aveva appena messo in vetrina un Apple IIe, con il doppio… non questo, il modello successivo. Ok. Con il doppio lettore di floppy e il monitor a fosfori verdi. Non c'era il prezzo, eh! E sappiamo perché non c'era.
Ecco, io un bel giorno non mi sono limitato a guardarlo in vetrina e a sognare, sono anche entrato, ho chiesto il prezzo e mi ricordo di essere uscito un po' come un cane bastonato. Hai detto: Questo non me lo compreranno mai! No, perché questa persona mi disse: Il sistema completo Apple II costa svariati milioni di lire. Me lo ricordo ancora.
Sì, ai tempi avevano dei costi assurdi. Poi, immagino, in particolare Apple per ovvi motivi. Quindi va bene, quello è stato il mio unico incrocio con queste realtà e poi ho cominciato a lavorare in una concessionaria IBM pochi anni dopo. Quindi tutt’altra cosa.
Scopro questo mondo, per caso, acquistandone uno a poco, 5-6 anni fa.
Ok, quindi il tuo sogno è rimasto nel cassetto per n-mila anni?
Esatto. Dopodiché, a un certo punto, ti sei svegliato, hai visto: Cavolo! C’è questo qua, adesso me lo posso permettere! Finalmente lavoro io!. Ma sì, dai, prendiamolo!
Il bello è che, accendendo queste macchine, le ho sentite subito familiari, perché, vabbè, abituato alla storia IBM, poi IBM compatibili, PS/2, 286, 386, 486, Pentium, eccetera, qui ci si ritrovano diversi dei principi che stanno alla base delle macchine che conosciamo molto meglio.
Ad esempio, gli slot: servono delle cose? Si aggiungono delle schede. Ci sono una serie di slot, non un misero slot come nei computer di questo genere (Commodore 64). Ma anche macchine come, per esempio, l'Amiga 500 e l'Amiga 600, sì, avevano una sola espansione. Anche l'Atari Mega, che pur essendo bello corposo, ha un solo slot, tutto suo, all'interno. Qui abbiamo una serie di slot: serve un controller dischi per i dischi? Aggiungiamo la scheda. Serve una scheda audio? Aggiungiamo la scheda. Serve un modem? Aggiungiamo la scheda. Una porta parallela, una porta seriale? Aggiungiamo le schede. Tutte cose che poi ritroviamo nella famiglia IBM, che si evolve fino ai nostri giorni.
Altra cosa: abbiamo un floppy, ci inseriamo un bel dischetto di un sistema operativo? La macchina si accende e fa il boot da dischetto, cosa che poi diventa normale, diventa un dato di fatto, ma allora non lo era assolutamente. Poter fare il boot anche col Commodore 64: inserisci il dischetto, poi digiti il comando LOAD e carica dopo. Esatto. Questo tipo di macchine, sottolineo, non sono macchine per giocarci. Cioè basta vedere: è lo stesso gioco, al di là del fatto che sia a colori o in bianco e nero, lì c'è una colonna sonora interessante, qui l'audio non c'è, anche aggiungendo una scheda audio aggiuntiva, l’audio non c'è, e tanto altro. Però, a mio avviso, qui abbiamo davanti il capostipite dei computer professionali, che parte con la triade insieme al Commodore PET, TRS-80, poi si evolve, resta comunque una macchina secondo me più da, come diremmo noi oggi, small business, che è la piccola e media impresa dell'epoca che vuole il computer per la gestione del magazzino, della contabilità o per usare uno strumento, allora innovativo al massimo, che era VisiCalc, il primo foglio di calcolo. L'attuale Microsoft Excel.
Esatto, esatto, esatto. Chi di noi oggi non usa Excel, anche in modo banale, per fare una serie di somme, qualche operazione leggermente più complessa? Lasciamo stare quelli che fanno macro e tabelle pivot, che sono già utenti power-users, però tutto nasce da macchine come questa. Oggi, questo tipo di macchina in Italia ha poco seguito, oggettivamente, perché è stata già poco diffusa al tempo, per via dei costi principalmente, ma anche per tanti altri motivi. Però, al di fuori dell'Italia, qualcosina c’è, in Francia, più che altro negli Stati Uniti e nel Regno Unito, ci sono grandi comunità di utenti e ci sono diverse piccole imprese che producono ancora oggi delle schede di espansione, nuove, per queste macchine. Un esempio è una piccola azienda canadese, che fa una scheda Ethernet a 10 Mbit, va bene, e così le puoi collegare in rete. Esatto, attacco Ethernet, RJ45. È una macchina dei primi anni '80, ma volendo anche la versione precedente della fine degli anni '70, oggi può essere in rete Ethernet con uno stack TCP/IP, non col solito modem seriale. Quindi, macchina che mi piace perché è un divertimento che non finisce mai: la conosci, la sfrutti, la apri, guardi su eBay, trovi una schedina nuova che non hai mai visto, magari una schedina che costa anche 20-25-30 euro. Dici: Dai, la provo!. Una schedina di acquisizione immagini? La provo, dai!. Poi cerco il driver, poi ci attacco una vecchia telecamera, poi vedo se va. Ecco, è un divertimento senza fine. Ma, ripeto, per i giochi... forse è meglio usare qualcos'altro. Non è tanto per i gamer, ma più per gli smanettoni. Esatto, esatto.
Poi questo modello specifico, mi dicevi, è da 110 V, non è 220, o sbaglio? Sì, questo è un modello che è arrivato in Italia dagli Stati Uniti. È una versione statunitense, tutto il complesso. E’ stato portato in Italia da un militare che era assegnato a una base italiana. Si è sposato con un'italiana, ha avuto una figlia, e a un certo punto serviva il computer per la bimba per scuola. Lui ha detto: No, no, no, lo porto dagli Stati Uniti! ed è arrivato qui da noi. Ormai la bimba avrà la nostra età, forse anche di più! Forse qualcosa di più… E poi è arrivato a te. L'ha usato gran poco, devo dire, perché anche se si guarda la tastiera, i dettagli... penso che non fosse proprio di suo gusto, diciamo così. Ok, magari non fa l'informatica adesso. Esatto. O forse sì, ma chissà su che macchina!
Quindi ha una sua piccola storia particolare: dagli Stati Uniti al Nord Italia, per amore e per lavoro. Allora, grazie mille Karl, Vintanerd, su Facebook. Grazie! Per chi è interessato ai retrocomputer e all’elettronica vintage, potete iscrivervi al canale e attivare la campanella delle notifiche. Noi ci vediamo al prossimo video. Ciao! Ciao!