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Buongiorno e bentornati sul canale ValorosoIT. La conferenza di oggi, registrata al Varese Retrocomputing 2023 ci porta indietro a metà degli anni 90, quando tre ragazzi, Lorenzo Emilitri, Marco Petino e Gabriele Petino, avevano creato Pangea: la prima rete civica della provincia di Varese. Loro stessi ci spiegano come è stata creata, come funzionava e anche i motivi della chiusura, avvenuta pochi anni dopo. Ah, se non siete ancora iscritti al canale @ValorosoIT e vi piacciono i retrocomputer e l’elettronica vintage, vi invito a farlo e vi invito anche a attivare la campanella delle notifiche. Ringrazio Sergio Gervasini per la presentazione della conferenza, nonché Fabio Massa, detto Biomassa, e Mariangela Sapia per le registrazioni audio e video. Buona visione!
Allora, benvenuti intanto a chi c'è, gli altri che arriveranno, perché ne arriveranno. Abbiamo la rete prima di internet, progetto Pangea che era nato a Varese come un’iniziativa per poter permettere di collegare a internet il grande pubblico che in quel momento forse era un pochino lontano da internet. Mettiamolo così, farlo conoscere. Lascio la parola a Marco Petino, Gabriele Petino e Lorenzo Emilitri. Grazie, grazie mille.
Io sono Gabriele, Lorenzo, Marco ci presentiamo. Noi, intorno a metà degli anni 90, abbiamo deciso di creare questa Pangea, che era uno dei primi esempi di reti civiche e, in particolare, era la rete civica di Varese e provincia. Questi sono un po' i punti che andremo a toccare oggi, di cui parleremo. Che cos'è Pangea, cerchiamo di spiegare in breve che cos'è, che cosa avrebbe voluto essere un po' nelle nostre intenzioni, quando è nata, come è nata. Insomma, il contesto è quello: eravamo più o meno a metà degli anni 90 e le tecnologie erano quelle che conosciamo. Eravamo un po' agli albori di internet e quindi qualcuno aveva già un indirizzo mail, qualcuno sapeva già di che cosa si stava parlando: la posta elettronica, i siti erano proprio all'inizio e la maggior parte delle persone non aveva la più pallida idea di che cosa fosse, fondamentalmente. E gli strumenti anche per connettersi erano abbastanza scarsi perché qualcuno aveva il pc a casa, qualcuno aveva il modem faceva magari la telefonata alla BBS, però ci muovevamo in un contesto di una certa difficoltà anche da questo punto di vista. Di sicuro, la sciura Maria, come dico io, non aveva proprio la più pallida idea di cosa fosse né internet né un indirizzo mail… probabilmente neanche oggi… però questo era un po' il contesto di riferimento. Però noi, che già eravamo appassionati di informatica, ci siamo buttati in questa iniziativa e quindi l'abbiamo fatto proprio con entusiasmo.
Che cos'era, che cos'era Pangea? Ho voluto prendere, per fare queste slide, il testo del nostro sito internet pangea.va.it, che è ancora attivo che abbiamo lasciato lì così. E perché in queste frasi, secondo me, c'è proprio lo spirito di quel periodo. Noi volevamo costruire una rete civica, la prima rete civica di Varese provincia, e l'obiettivo era quello di migliorare la qualità della vita attraverso un nuovo senso di connessione tra le persone, realizzandolo con questo software che utilizzavamo, che avevamo acquistato. Poi, dopo, la parte tecnica la vediamo. Questo software permetteva, tramite un floppy che si poteva anche trovare gratuitamente nei negozi (un floppy) di poter caricare questo programma su Windows che poteva essere il 3.1 o il Windows 95 (all'epoca, c'era quello e basta). E con questo floppy si poteva entrare a utilizzare Pangea facendo la telefonata in rete urbana per Varese, perché il numero era uno 0332 (prefisso di Varese) e questo era. All'interno di Pangea non c'erano altri costi da sostenere, l'accesso era libero, non c'erano abbonamenti.
Quello che volevamo, quello che le persone pagavano, eventualmente, era la telefonata interurbana se dovevano collegarsi da fuori e questo era l'altro vantaggio, che Pangea poteva essere utilizzata anche offline. Quindi ci si poteva collegare, scaricare quello che serviva, dopodiché consultarlo, a linea scollegata, quindi senza pagare o senza mantenere la linea occupata, perché magari i genitori dovevano fare la telefonata. Questo era un po' il contesto.
Io aggiungerei due cose. Il contesto, diciamo, in cui questa cosa è nata, è nata intorno al '95. Il contesto era quello di modem che iniziavano a costare poco, gente che iniziava ad avere Windows a casa. C'era internet che stava arrivando, ma era ancora complesso da impostare per la gente, perché impostarsi il Trumpet Winsock e quant’altro era un esercizio solo per i risolutori più che esperti. E quindi l'idea nostra era quella di trovare un punto di coesione, una cosa che fosse sufficientemente facile. Cioè una BBS, ma pensata non come le BBS, ma pensata come supporto per una comunità locale, non tanto legata al mondo internet inizialmente, con un occhio al mondo internet, ma non necessariamente, che fosse utilizzabile a basso costo, costasse poco, avesse spese di gestione basse e un'interfaccia grafica. Perché il punto della BBS è che la gente, la versione a caratteri, per le persone normali, sarebbe stata eccessiva. Quindi ci siamo trovati a farlo. Esatto. E quindi alla fine è nata Pangea, nata il 15 luglio del '96 a Varese. Grazie all'aiuto di vari sponsor, di vari sostenitori che alcuni hanno messo a disposizione la sede, come per esempio il circolo COOPUF presso cui ci appoggiavamo, qualche donazione, qualche genitore che metteva a disposizione qualche soldino per il computer, il modem, la linea telefonica… Ricordo quando abbiamo preso la borchia ISDN per avere due linee, è stato un festeggiamento...
Scusa, Gabriele, se posso aggiungere un dettaglio. Dicevi la distribuzione nei negozi del floppy. Mi piace, in questa occasione, ricordare Massimo Toscano, fondatore di Runner Computer, che molti di voi conosceranno essere ora uno dei più grandi distributori a livello nazionale di informatica. E allora, nel '96, ci eravamo conosciuti e lui aveva il negozio di fronte alla sede della Prealpina a Varese, in un garage. Non era tanto grande come garage e cominciava a vendere i primi computer assemblati. Gli avevamo chiesto se gentilmente poteva, vendendo il modem, e quindi aveva solo il guadagno della vendita del modem, allegare il nostro floppy già pronto e preinstallato, preconfigurato, ai suoi modem. Quindi noi dicevamo alle persone che, se volevano collegarsi e gli serviva anche il modem, di andare lì e avrebbero preso il modem e il floppy. Ovviamente, andavano anche lì a prendere solo il floppy. E quindi mi piace ricordare Massimo Toscano, che è venuto a mancare, tra l'altro, non tanto tempo fa.
Eh sì, fondamentalmente cercavamo di creare una rete di sostenitori intorno a questa iniziativa. Poi abbiamo provato anche a contattare enti, associazioni, e man mano allargare un pochino il cerchio. Con le istituzioni, da cui noi effettivamente ci aspettavamo tanto, l'amore non è mai scattato, onestamente. Anzi, ci hanno sempre un po' snobbato, forse proprio perché all'epoca l'idea di una rete, non so, non si capiva. Non la capivano. Ricordo quando siamo andati a parlare all'ospedale di circolo col presidente dell'ospedale o il direttore, abbiamo... boh, ci ha tenuto lì 5 minuti… ma proprio non capiva neanche il perché fossimo lì e non capiva che cosa gli stavamo chiedendo.
La cosa, alla fine, ce la siamo gestita noi perché ci interessava farlo e l'abbiamo fatto, con i limiti del caso, con tutti i limiti del caso. Perché poi, alla fine, sono stati quelli che ci hanno un pochino condizionato. E fondamentalmente, all'epoca, Pangea per noi era innovativa perché aveva, come ha detto Lorenzo, un client grafico che girava su Windows 3.1, Windows 95, Windows 98, su un floppy autoinstallante. PANGEA.EXE, doppio click e si installava il programmino che gestiva la telefonata. Quindi, da lì in poi, non ci si doveva più preoccupare di configurare tutta la parte relativa alla telefonia: doppio click e lui faceva la telefonata allo 0332. Questo era il numero con le due linee. Esiste ancora questo numero? No, probabilmente sarà stato dato a qualcun altro.
Ancora gli arrivano le chiamate dei modem! Ma c'erano… cioè, comunque, il software era abbastanza interessante perché aveva dentro, che ne so, tutta la parte di mail e di messaggistica sui forum, tutto offline volendo. Aveva dentro il download che potevi addirittura schedulare offline e lui andava avanti man mano quando non stai facendo altro. C'era dentro la chat in tempo reale, per cui tu potevi chattare con le altre persone. Tutto questo graficamente, più una specie di ipertesto con cui tu potevi girarci dentro. Insomma, ai tempi era tanta roba. Cioè, ti evitavi di installare l’Eudora, il browser, l'FTP, cioè insomma, ai tempi era un bel giocattolo. Sì, sì, sì.
E la cosa bella è che avevamo la bellezza di cinque utenti contemporanei. Per noi erano tanti: avevamo preso la licenza proprio avanzata, cinque utenti, di cui due che potevano collegarsi tramite la borchia ISDN, e quindi la telefonata, uno era il SysOp che stava seduto alla console, e gli altri due eravamo sempre noi che col computer fisso arrivavamo in sede e collegavamo il fisso. E sì, passavamo i sabati pomeriggio a chattare in cinque, però ci sembrava già tanto all'epoca.
Effettivamente, era bello. Era bello. Sì. Qui, questa la lascio a te. Questa era la struttura. Vabbè, molto agevolmente. Adesso noi abbiamo su una cosa che è tre quarti di questo, nel senso che avevamo… sostanzialmente il software era basato su un software americano che si chiamava Worldgroup, che era la versione grafica di un software per le BBS molto famoso che si chiamava The Major BBS, commerciale. Che, insomma, non era una cosa di cui eravamo entusiasti, costava anzi, piuttosto. E poi, dopo abbiamo scoperto, 30 anni dopo, scopri che poco dopo che l'abbiamo comprato noi, il fondatore di Worldgroup si è suicidato, per cui eravamo destinati al declino in ogni caso. Per cui, questa la BBS faceva la parte proprio di BBS. Avevamo due linee ISDN, avevamo un client, un vecchio computerozzo della Vobis con Windows 3.1 come client e una macchina Linux di staging che faceva i backup. E soprattutto, noi offrivamo a chi si, perché tu potevi collegarti e entravi in modalità demo, potevi registrarti poi con la carta d'identità e che volendo ci davi, non so, 10.000 lire e ti abilitavamo ad avere tua email: nome cognome@pangea.pv.it che era un'email vera, che scambiavamo con Inet con Luca Spada che ci faceva quel lavoro lì, su Venere Inet it che ci faceva da relay. Poi quando ci collegavo il questo Blunzer che era la macchina in mezzo faceva lo scambio di posta e costantemente parlava in SMTP con Pangea, insomma. E questo faceva lo scambio di posta due tre volte al giorno che sembrava una cosa insomma interessante e molta gente infatti utilizzava proprio questa funzione. Era una cosa molto semplice. Insomma, però funzionava sostanzialmente.
Sì, tra l'altro, avevamo anche un discreto traffico in termini di messaggi e, per tante persone, è stato un po' l'inizio dell'utilizzo della posta elettronica con un client, che non era neanche male, proprio tramite Pangea. È stata la prima esperienza tramite posta, la possibilità di allegare dei file, insomma, sebbene piccoli perché noi comunque non avevamo molte armi a disposizione, però era effettivamente divertente. Insomma, in quegli anni lì, stavamo sperimentando, era bello. Sì, sì. E in questa presentazione, allora, al piano di sopra (Varese Retrocomputing 2023) al nostro tavolo, ci sono due macchine su cui gira Pangea. Abbiamo cercato di riprodurla, per cui poi, se la volete vedere funzionante al nostro tavolo, sopra la potete vedere. C'è il client, c'è il server, tutto in ambiente virtuale, ovviamente, però è possibile giocarci. Se volete venire a vedere l'ultima versione. E il ripristino dell'ultimo backup fatto della macchina funzionante, che poi capirete l'epilogo alla fine, del perché non si poteva più andare avanti. Esatto. Qui abbiamo cercato di mettere, comunque, qualche schermata. Questa è la pagina dell'help con la versione del software su cui girava. Questa qui è la parte di amministrazione, e poi se volete vedere meglio c'è di sopra, chiaramente. Anzi, vi consiglio di vederlo interattivo, che è sicuramente più divertente, insomma.
Poi, volendo, noi offrivamo comunque l'accesso via modem normale, cioè tu, se eri un utente un po' più sgamato, potevi collegarti con un emulatore di terminale e con una funzione del menù (è la C) era scaricati il client in maniera che tu potevi o andare a prendere il dischetto da Runner (o forse c'era anche qualcun altro che lo dava), oppure potevi caricartelo. Ti scaricava un EXE che avevamo fatto, di circa 1.4MB. La prima volta, visto che non ci stava tutto quanto, c'erano solo le parti più importanti. La prima volta si sarebbe sincronizzato e poi si e poi funzionava. Oppure se avevi un Mac, per esempio, potevi usare comunque tutto quanto offline con l'offline reader. Però era per un pubblico già diverso, diciamo, che volendo è esiste ancora, e qui si vede appunto la parte, il pannello di amministrazione, che… quello blu, diciamo in cui ti vedi le linee e potevi vedere le varie altre cose. Questa cosa girava tutta in DOS, per cui una meraviglia con un suo tutto un mondo che si erano sviluppati loro per gestire un sacco di canali, con le schede. Nel ri-settarlo ho scoperto tutta una serie di tutta una serie di neuroni del mio cervello che cui mi ero dimenticato. Quando ho cercato di riaccendere queste cose, mi sono accorto… perché mi sono dimenticato. Gli interrupt delle schede ethernet. Queste cose che dico… che brutta vita. Insomma, comunque, in questa schermata si vede interessante da una parte il lato appunto di quella che era la home di Pangea alla fine e sopra si vede quella specie di finestra flottante in cui ci sono le due lucette e se sei collegato o scollegato. No perché tu potevi chiamare alle 8:00, pollare, prendere la posta, chiudere questa cosa, fare tutto quello che dovevi fare, poi ti ricollegavi in un minuto, scambiavi la posta e avevi mandato tutti i messaggi ai tuoi amici, o quello che dovevi fare, insomma.
Questa pagina questa è l’homepage. Poi vedremo anche la prima versione nella slide successiva. Questa homepage era già una specie di ipertesto, anzi, in realtà era proprio fatta in un formato ipertesto, per cui si poteva disegnare e questi sono tutti i bottoni che andavano editati e che portavano ad alcune sezioni della struttura dell'albero di navigazione. Questo era proprio un homepage fatta con questo software, che era poi Worldgroup Manager. Questa è l'ultima.
Qui nelle slide non c'è, ma di sopra si può vedere che, entrando nella pagina delle associazioni, ogni associazione si era creata il suo spazio con le informazioni dell'associazione e quant'altro. E appunto, siccome si poteva editare la grafica, ogni pagina poi è differente. Questa era veramente una cosa molto potente, infatti, la pagina successiva questa qui è la prima versione che avevamo fatto ed è molto diversa dall'altra. Sì, la cosa bella è che appunto, essendo l'editor integrato nel client, uno poteva, (un'associazione, un ente con le opportune login configurate), poteva creare le proprie pagine. Non soltanto pubblicare mail o chattare o pubblicare nei newsgroup o nei gruppi di discussione, poteva proprio avere il proprio spazio e disegnandosi il proprio angolino. Poi all'interno di Pangea, il nostro scopo era un po' quello, ecco. Questa era la primissima versione e questa è l'ultima, che è quella che abbiamo su di sopra, che è il risultato del restore.
E poi, appunto, che sto vedendo sulla slide questa cosa, l'altra cosa che aveva di carino è che avevamo il sondaggio del mese, per cui, che questa era una funzione integrata nel client. Quindi tu potevi fare i sondaggi sulle cose e poi facevamo una specie di bollettino che si chiamava, forse il pangeante se non ricordo male, che era una specie di broadcast che facevamo a tutti quanti con cosa era successo in quel mese e le nostre stupidate, insomma. Qui abbiamo messo anche uno screenshot del message center con gli ultimi messaggi. Vedete anche il thread, la morte del forum, qui ci avviciniamo verso la fine, perché qui siamo già nel '99 e a metà più o meno del '99 quando - sono maggio '99, infatti - sono gli ultimi messaggi che abbiamo scambiato prima di fare l'ultimo backup e chiudere tutto.
Il contenuto dei messaggi, tanto loro già lo stanno leggendo, il contenuto dei messaggi, penso che lo possiate immaginare. Insomma, in realtà io mi sarei sposato di lì a una settimana perché mi sono sposato il 5 giugno e quindi c’erano messaggi anche di complimenti. Ti stai per sposare! Congratulazioni, eccetera. Diciamo così, in un certo senso, sì. Comunque, sì, fondamentalmente poi siamo arrivati alla fine del '99, in cui per una serie di ragioni, allora la ragione numero uno era che… vi ricordate tutta la campagna del Millennium Bug? Che il mondo si sarebbe spento al 31/12/1999. Ecco, non è successo praticamente niente, è stato tutto si è arrangiato e sono riusciti a portare fuori tutto, tranne Pangea che comunque non sarebbe sopravvissuta. O, in realtà, sopravvive con un unico problema che lui è convintissimo che il '99 sia dopo del '23 quindi se vedete sopra il log di login, l'ultimo login è sempre stato fatto nel '99. Non c'è modo di fargli cambiare idea. Per la stessa ragione non funziona bene la notifica per esempio delle mail nuove, appena arrivate, eccetera. E quindi poi, vabbè, il nostro problema sostanziale, ma penso per me personalmente, questione molto educativa è stata sul discorso del finanziamento. Nel senso che io sono, come penso molti qua dentro, una persona a cui piace la parte tecnica e quindi mi dice: vabbè ma che ci vuole se tu, se, se tu fai una migliore trappola per topi, la gente batterà la pista per arrivare a casa tua, no? Tutte balle. Il mondo, il mondo soprattutto il mondo istituzionale, non ci ha capito, nel senso che ai tempi c'era qualcosa di informatica civica, c'erano sostanzialmente due realtà interessanti, che erano da una parte il laboratorio di informatica civica dell'Università di Milano con la De Cindio, si chiamava forse, i quali avevano tutto sui Mac.
Adesso, niente di personale, sono diventato anch'io, mi sono convertito dopo tanti anni. Però, ai tempi, da un punto di vista tecnico, faceva... era estremamente, come dire, scarso. No, era veramente da Lamer: erano brutti, costosi, era tutto online in un mondo in cui la gente ti telefona, per noi non avrebbe funzionato. Cioè, per me non sarebbe stato utilizzabile granché.
L'altro mondo invece che ha funzionato, secondo me, molto bene, credo che esista ancora oggi, RecSando, che era di uno studente che stava a San Donato Milanese, che hanno fatto la rete civica usando Worldgroup, ai tempi. Però loro sono partiti dal Comune. Quindi avevano un ottimo appoggio dal lato del comune. Avevano un po' di soldi, che non erano tanti perché erano da ridere, non ci ripari neanche, penso che con il loro budget non riparasse neanche la buca della strada, la fioriera del comune. Però era sufficiente per avere qualche linea e avere una certa presenza. Facevano una bella festa. È una realtà che ha funzionato molto bene, e che credo esista tutt'ora. Poi sono evoluti, sono diventati un forum, una presenza, però quello è stato significativo. Noi non avevamo né gli uni né gli altri e quindi ci siamo trovati a un certo punto ad avere, a trovarci sostanzialmente chiusi.
Considerando che il budget necessario non era chissà che cosa. Eh. Cioè era semplicemente riuscire a pagare la linea ISDN, che comunque per degli studenti era già troppo. E la linea ISDN sarebbe stato meglio averne due o tre di linee ISDN per farla funzionare, perché il limite di avere due persone in contemporanea collegate, per una città come Varese era… cioè, nel senso, a un certo punto ci eravamo addirittura posti il problema. Ero andato a parlare con l'università per avere un modem in banda base che era la cosa che costava di meno in assoluto per collegarci. Ho chiesto anche solo 9600 con la rete universitaria. Ma non si poteva fare, per cui, vabbè, insomma dopo tanti anni va bene, però questa cosa è stata, per la mia vita personale, è stata molto educativa. Nel senso che ho capito una serie di cose su come funziona il mondo, che poi mi sono state professionalmente utili, ma è un'altra cosa.
E niente, insomma, per cui poi vabbè, a quel punto è arrivato internet, effettivamente. A quel punto si potevano fare altre cose. A quel punto il browser è diventato un'interfaccia universale e quindi vabbè, probabilmente non… Però penso che sia stata un'esperienza interessante. A me personalmente ha fatto conoscere un sacco di gente e mi sono trovato piuttosto stranito a riguardarci dentro dopo 25 anni. Eh, 25 anni è stata una roba piuttosto, piuttosto impressionante mettercisi dietro. Un'altra cosa che non so chi la sapesse, penso che noi ne avessimo parlato… Vi ricordate la mailing list dei malati di AIDS? Ah, noi avevamo una cosa che non si vedeva dentro là, ma facevamo una mailing list di supporto, facciamo da parte tecnica, per una semplicissima mailing list di supporto per i malati di AIDS. Che aveva qualche centinaio di iscritti, riservata. Riservata perché le mail della gente erano nome e cognome… E insomma, no, chiaramente. Però questa cosa penso che il feedback che avevo con la persona che mi aveva chiesto di fare questa cosa era stato che era una cosa molto utile per molte persone, insomma. Sì, estremamente interessante. Grazie, grazie.