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Buongiorno e bentornati sul canale ValorosoIT, il canale dedicato ai retrocomputer e all'elettronica vintage. Oggi mi trovo al Varese Retrocomputing 2023 insieme a tre personaggi famosi per i loro computer Spectrum e Sinclair, giusto? Quindi: Eugenio Ciceri, Davide Barlotti e Mario Prato. Adesso ognuno dei tre ci fa la sua presentazione.
Due cloni italiani dello ZX Spectrum che sono il Chrome 3 (questa è la terza versione del clone tutto italiano). Quindi han preso lo ZX Spectrum originale l'hanno copiato. Sì. In realtà è stato realizzato con logica moderna, quindi non più roba anni 80, ma roba di oggi. I componenti dentro sono moderni. I componenti dentro sono moderni e riproduce le stesse funzioni dello Spectrum, aggiunge nuove funzioni tipo che sono la CPU più veloce e più memoria. Questa scheda, per esempio, è una scheda audio che serve per ascoltare musica campionata tipo l'Amiga. Questa invece è una scheda nuova che serve a collegare un floppy disk allo Spectrum, utilizzando quattro diverse interfacce che erano famose all'epoca. Questi sono i cloni italiani, diciamo. Questi sono due cloni dello Spectrum.
Questo è un altro clone, ma di derivazione russa. In Russia usavano molto i cloni dello Spectrum. Ma la scatola, chi l'ha fatta? No, no, questo è fatto tutto in casa in Italia. È fatto tutto in Italia, diciamo, lo schema e tutto il resto è russo. Però, diciamo, è stato fatto durante il covid, durante il lockdown. L'hai fatto tu. Sì, utilizzando chiaramente i componenti che avevamo in casa, come facevano i russi all'epoca. Quindi questo è un clone con 512KB di RAM e tutte le varie espansioni che usavano i russi: l'orologio in tempo reale, la CPU overclockata e il mouse.
Questo qua, invece, non è uno Spectrum. Questo è un progetto uscito su una rivista australiana del '79. Si poteva costruire in casa ed era un piccolo computer, diciamo, per imparare a programmare, per sviluppare giochini in maniera molto, diciamo, a basso livello. E io ho preso, insomma, il progetto originale l'ho rifatto e l'ho costruito. Insomma, ti diletti a… Sì, qui è tutta autocostruzione, diciamo. Ti sei costruito tutti gli Spectrum da solo. Complimenti!
Eugenio adesso ci parla un attimino della storia dello Spectrum, ma non parlando, diciamo, facendole proprio vedere le cose, arrivando da un'antichità fino a una modernità. Sì, allora non ci sono ovviamente tutti i modelli dello Spectrum qui o comunque della Sinclair, però ci sono quelli che secondo me sono più significativi, soprattutto per arrivare a parlare dell'ultimo. E spiegherò perché.
Questo diciamo che è uno dei predecessori degli altri: lo ZX81 era un modello in bianco e nero con 2KB di RAM, 8KB di ROM, insomma molto basico, che comunque era, già per allora per i fan, diciamo, per i nerd, molto bramato. Anche se mi accusano di non avere Sinclair in collezione, ma io ce li ho, i Sinclair in collezione. Ce li ho. Non li fai mai vedere, li salti! No, non è che li salto, è che hanno la tastiera che non funziona, perché hanno le membrane che fanno fatica ad andare.
Guarda questo qua, a proposito di come portare gli Spectrum nel ventunesimo secolo. Se tocchi questa tastiera qua, sentirai che sotto ci sono dei micro switch. Sì… Perché hai sostituito la membrana con gli switch. La membrana già si può sostituire con delle membrane più nuove e più resistenti, ma volendo ci sono anche delle membrane a micro switch, che danno anche un tocco diverso, una sensazione diversa. Comunque, ritornando a noi, lo ZX81 era appunto il predecessore in bianco e nero per pochi eletti. Diciamo che il mercato di Sinclair lo ha fatto poi il modello 48K, che in origine era a 16KB, la Issue One, c'era solamente con 16K di RAM e potevi farci poche cose. Era espandibile, la Issue One, solamente con una daughterboard che poteva essere messa all'interno del case e diventava 48K.
Le versioni successive alla Issue One, quindi dalla Issue Two, anche loro potevano essere vendute a 16K o a 48K. Chi la comprava a 16K poteva poi espanderla in seguito tramite un kit, ma anche in questo caso dovevi aprire il case, andare a mettere i chip di memoria e tutto quanto all'interno del case. Questo per dire che comunque non erano computer che compravi, li usavi e basta, erano proprio per smanettoni. Cioè, bisognava lavorarci un attimino. Potevi anche usarli così com'erano, soprattutto se prendevi la versione 48K, però avendo delle limitazioni rispetto ai computer dell'epoca, tipo il Commodore 64, che era il suo maggiore rivale. Diciamo che questo costava un pochino meno. Sì, questo costava un pochino meno, però non ha un chip grafico dedicato, non ha un chip audio dedicato, eccetera. Queste limitazioni, per cui non aveva gli sprite hardware, eccetera, hanno fatto sì che gli sviluppatori dell'epoca, me compreso, hanno dovuto scatenare la fantasia per ottenere degli effetti grafici di un certo livello. Dovevate andare a coprire col software quello che non faceva l'hardware.
Esatto, quindi sia per quanto riguarda la grafica, che come possiamo vedere qui, aveva una grossa limitazione chiamata color clash che è, praticamente, come vedi, i personaggini degli sprite che passano sopra a uno sfondo colorato ne prendono il colore, o viceversa se sono loro a essere colorati sporcano lo sfondo con il loro colore. Questo color clash in realtà è una caratteristica, per qualche motivo, molto amata, anche se molto odiata dai programmatori e dagli utilizzatori di Spectrum, perché ha una sua caratteristica, diciamo. Quindi, per riuscire a ottenere dei risultati così smooth, bisognava comunque avere una certa maestria e capacità di programmazione. Eh sì, infatti, immagino. Lo stesso per il sonoro: il sonoro di questi aggeggini qua è a un bit solamente e ha un piccolo altoparlante dentro qui, quindi proprio minimale. Ma, anche qui, i softwaristi sono riusciti a ottenere dei suoni multitonali, addirittura su tre voci, eccetera, senza avere l'ausilio di un chip audio, quindi diciamo è stata un'ottima palestra per i programmatori.
Le versioni successive che sono uscite della Sinclair sono questo, che è lo Spectrum 128K che, rispetto al 48K, ha la possibilità di switchare diversi banchi di ROM da 16KB l'uno, fino ad arrivare a un totale di 128K. In più, uno dei banchi di RAM aggiuntiva fa da secondo schermo, per cui alternandoli molto velocemente potevi avere degli effetti più fluidi di animazione. Sparavi su un banco RAM e sull'altro poi lui li mandava al monitor. Il famoso double buffer, senza bisogno però di trasferire i dati da una parte all'altra con lo Z80. Facevi lo switch hardware da uno schermo all'altro. Quindi il double buffer era facilitato da quello. Siamo entrati nel tecnico. E poi dite che non parlo degli Spectrum… Ne sto parlando io, ma vabbè! Pare logico, eh, un esperto ci vuole tra i due. Io non lo sono, quindi… Questo è l'ultimo arrivato, non di casa Sinclair, perché la Sinclair è defunta subito dopo aver fatto il modello ammiraglio, diciamo così, il 128K, perché lo zio Clive aveva altri progetti per la testa, dove ha -molto dicono- sperperato i suoi danari per fare quella specie di motocicletta elettrica che precorreva i tempi, perché se l'avesse fatta oggi avrebbe avuto enorme fortuna. Era proprio in anticipo, anche a quei tempi. Era troppo in anticipo e quindi non gli è andata bene. Diciamo, quel fallimento ha portato via le capacità della Sinclair di proseguire lungo la strada dei personal computer, dei quali si era effettivamente disamorato. Cioè, era passato ad altro. Aveva venduto, tra l'altro, all'Amstrad i diritti sulla ROM dello Spectrum, eccetera. Quindi l'Amstrad è poi è andata avanti con altri modelli dello Spectrum, che però non avevano più quello stesso appeal, perché non era più Sinclair. Alle volte la fortuna fa il nome. Esatto, anche il nome.
Questo è quello moderno. E’ stato realizzato da un gruppo di appassionati. Nel 2016-2017 avevano iniziato, avevano una scheda, diciamo una FPGA che in pratica è una scheda dove puoi simulare l'hardware di diverse macchine e hanno deciso di dedicare maggiormente gli sforzi per simulare uno Spectrum, aggiungendogli poi degli steroidi fino a farlo diventare praticamente una Amiga. Perché poi, come andremo a vedere, la grafica di questo Spectrum ha sia la parte, come possiamo vedere visto che è la stessa che gira di là, la stessa grafica dello Spectrum con in più la possibilità di ottenere dalla grafica a 256 colori, sia per quanto riguarda gli Sprite, sia per quanto riguarda un secondo layer video che poi andremo a vedere meglio in una demo che farò girare.
Però sostanzialmente, perché ho portato queste quattro macchine e non per esempio lo ZX80, che è il predecessore dello ZX81? Che è carino anche quello, volendo. E’ carino anche quello, però queste quattro macchine in particolare sono state tutte disegnate dallo stesso designer, che è Richard Dickinson, delle quali, se ci fate attenzione, vedete che sono praticamente… la mano si vede che è la stessa che le ha disegnate. In particolare, questa è perché Richard Dickinson era all'interno del gruppo di appassionati che aveva chiesto su Kickstarter il finanziamento per questo progetto. E difatti io devo dire che l'ho preso forse più per la tastiera che non per la scheda che c'è dentro. Nonostante sia comunque una gran bella macchina. Infatti, è carino, anche la proprio la forma e ricorda molto lo Spectrum. Esatto. Avrà anche delle interfacce moderne, immagino perché qua vedo che video è collegato tramite VGA. Sì, ha dentro la VGA, ha anche l'HDMI, ha diverse interfacce in più rispetto allo Spectrum. Questo proprio per portarlo appunto nel nel terzo millennio. Per renderlo moderno. Esatto, ha il lettore di SD card integrato, anche se io l'ho portato fuori per salvare il suo originale, diciamo. Siccome ci smanetto molto per evitare di rovinarlo. Eviti i vari cicli.
Quindi questo appunto stavo dicendo, il povero Richard Dickinson è morto durante il Kickstarter, durante il crowdfunding, però purtroppo non ha potuto vedere diciamo la sua macchina realizzata e distribuita. Stanno realizzando una seconda versione, Kickstarter 2 che è un po' più potenziata, ma adesso non entro nei dettagli. La prenderai? L'ho già ordinata, perché ovviamente il Kickstarter è chiuso da parecchio tempo. Quindi tu sei già in coda per riceverlo. Sono già in coda per riceverlo, come per la prima versione, anche la seconda ha avuto un po' di problemi, però è gente seria e quindi sono praticamente sicuro che arriveranno. Questo diciamo è già di per sé il terzo millennio. Adesso volevo fare vedere come questa macchina, che è sempre ZX Next, ZX Spectrum Next, ha comunque delle caratteristiche che lo portano diciamo a essere volendo totalmente diverso da quello che è lo Spectrum originale e assomigliare di più a quello che era l’Amiga degli anni 90.
Infatti, adesso, questa demo che ho caricato, che non ho fatto io, ha, diciamo, queste caratteristiche. Infatti, qua già questo movimento classico fatto con il Copper, gli amici amighisti lo riconosceranno e diciamo che man mano che va avanti questa demo si arriverà a un punto dove si arriveranno anche le righe di Copper colorate e addirittura la Boing Ball di Amiga che gira sul su questa demo. Questo proprio per far vedere come questo, nonostante sia uno Spectrum, si chiama Next proprio anche per questo motivo, perché ha comunque un hardware che simula quello dello Spectrum, ma che in più permette di avere anche la grafica tipo Amiga. Io devo dire che il fatto di avere dei giochi o delle demo che sono solamente in modalità Amiga mi fa perdere un attimino, diciamo la... Sì, non è proprio uno Spectrum, non è più uno Spectrum. Infatti io per quello preferisco, come ho fatto nella mia demo di prima, far vedere l'interazione tra la grafica della ULA dello Spectrum, quindi quella originale e quella nuova dell'hardware del Next, perché averlo, diciamo, per questo motivo mi intriga di più. Chiaramente poi i risultati grafici sono molto migliori in questa modalità puramente Amiga, chiamiamola così impropriamente.
Comunque, anche senza arrivare al Next, gli Spectrum degli anni 80 sono comunque entrati in un certo senso e continuano a vivere nel terzo millennio grazie a delle interfacce fatte da appassionati che permettono, per esempio, questa è una divIDE, praticamente un'interfaccia IDE, alla quale si possono appunto collegare a loro volta dispositivi IDE. In questo caso è un lettore di MiniSD.
Ok, quindi accessori moderni per computer vintage.
Esattamente. Si possono collegare nel BUS. Adesso, questa non lo accendo, però permette di caricare giochi, eccetera. Esatto.
Questa è una, non è nuovissima, e un successore di questa interfaccia è questa che l’ha, tra l'altro, realizzata e progettata Mario Prato che abbiamo visto prima.
Sì, la prima presentazione dei cloni Spectrum. Esatto.
Si presenta così all'avvio, c'è dentro un file system che permette di caricare i file dalla memoria SD. Carico una demo, diciamo classica dello Spectrum, la carica ovviamente in poco tempo e poi adesso, questa è lento l'avvio, ma è già stata caricata, è già stata caricata e sta già sta già facendo il play.
Esatto. Per cui diciamo questa, tra l'altro, si chiama DivMMC 2022, per cui è anche questo un oggetto nuovissimo.
Questo per dire che comunque non saranno immortali, però grazie agli appassionati come noi, li teniamo in vita il più possibile. E insomma, non sono a valvole, cioè vivono ancora. Si possono caricare i giochi, si collegano ai computer moderni, ai televisori volendo. Sì, infatti ci sono delle modifiche. Per cui io ho tirato fuori l'uscita video composita. Ma qui per esempio ho fatto una modifica per cui non c'è più l'uscita RF che andava sull'antenna dei televisori, ma anche qui c'è un'uscita video per i monitor non modernissimi, ma ormai tutti ce l'hanno.
Qui per tornare allo ZX Spectrum Next, come vedi è indistinguibile da un Amiga. Addirittura hanno usato, come dicevo, le Boing Ball che ruotano, girano. E non dimentichiamoci che questo è un 8-bit, mentre l’Amiga era un 16-bit. Quindi diciamo, cosa vogliamo di più? Grazie mille! Figurati!
Proseguiamo con i Sinclair, che cosa ci fai vedere di bello? Questo è un esperimento interessante.
Scusa se ti ho interrotto. Questo è un esperimento interessante!
Vi faccio vedere un semplice ZX Spectrum 48K che ha utilizzato praticamente, qui c'è un setup dell'epoca: un'interfaccia aggiuntiva disco per il floppy disk da 3.5, in cui è collegata anche una stampante Centronix.
Quindi sul Sinclair è collegata questa interfaccia che poi va sulla stampante e anche sul disco. E anche sul floppy disk. In più, rispetto a questa configurazione che è abbastanza standard per l'epoca, ovvero con tutti i componenti disponibili all'epoca, è stata aggiunta un'interfaccia dedicata per l'acquisizione video. In più, c'è un monitor monocromatico. E qui la scelta è stata fatta anche per sia avere qualcosa dell'epoca, ma anche perché l'acquisizione è monocromatica. Quindi, il sistema permette di acquisire sia un singolo frame che qualche sequenza di frame, e qui possiamo fare la prova d'acquisire un frame, salvarlo su floppy disk e stamparlo.
Ok, allora mi acquisisco da solo. Ok. Quindi qui, alla scheda di acquisizione, è collegata, tramite un collegamento video composito, una telecamera. Una telecamera semplice in bianco e nero. Mi vedo io nel monitor. E adesso. Adesso sta acquisendo in tempo reale, e possiamo decidere di fermare un frame.
Aspetta che saluto, dov'è… qua. Ecco, e adesso abbiamo memorizzato questo frame, che diciamo, è nella memoria video fra virgolette, nella RAM del computer. Adesso c'è un menù in cui è possibile… Devi ripartire. Sì, rifai il saluto. Rifacciamo il saluto, ok. Quindi c'è un menù in cui è possibile selezionare il comando.
Ok, andiamo a salvarlo con un Save, lo chiamiamo Amedeo… Amedeo2, perché ne abbiamo già fatto una prima. L’abbiamo già fatto prima, ma non si può dire… è una novità questa. Adesso l'immagine viene salvata sul floppy disk. Sì. E adesso è possibile fare una copia. Facciamo una stampa? Io provo. No! E’ una copia, non è una stampa: è una copia su carta. E’ una copia su carta! Prima chiamavano così. Ok, allora io provo a mettere il microfonino vicino alla stampante, vediamo se riusciamo a fare l’ASMR.
Se non riusciamo, è perché c’è troppo casino, eh. Proviamo. Ok. Quindi adesso, con il comando copia, facciamo partire la stampa.
Ovviamente questa è una stampante proporzionata per questo oggetto, che tra l'altro veniva fornita insieme a questa interfaccia. Ha una velocità non eccelsa: all'epoca c'erano anche stampanti più veloci. Però è, diciamo, una stampante che ben si adegua al valore del sistema complessivo. È monodirezionale, ad aghi.
Grazie mille, allora! E’ stato un piacere. Ciao!