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Capita sempre più spesso che alcuni malintenzionati provino a truffarci online. Come proteggersi dalle truffe? Innanzitutto bisogna capire velocemente qual è il tentativo di truffa ed agire di conseguenza. Vediamone alcuni.

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Proteggersi dalle truffe via eMail

Le truffe via eMail sono molto diffuse e possono essere di vario tipo. Nel caso del phishing, la truffa consiste nel richiedere i dati del malcapitato, per poi utilizzarli online. In questo caso, se la funzione è disponibile, è bene segnalare la mail come indesiderata. Per proteggersi dalle truffe, non bisogna mai rispondere alla eMail, cliccare su eventuali link o aprire gli allegati sospetti.

Nell’esempio seguente, il truffatore finge di avere un premio in denaro da consegnarci. I suoi obiettivi potrebbero essere fondamentalmente due:

  • farsi consegnare i documenti, in modo che il truffatore possa utilizzarli online per crearsi una falsa identità;
  • estorcere del denaro al malcapitato, fingendo che, per sbloccare la vincita, è necessario inviargli del denaro.
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In altri casi, la mail potrebbe contenere degli allegati. Questi sono, quasi sicuramente, dei virus, malware o ransomware. Cliccando sull’allegato, il computer si infetterebbe immediatamente e, con molta probabilità, i dati in esso contenuti verrebbero distrutti. Potrebbe anche essere un tentativo di ricatto: l’hacker potrebbe pretendere un riscatto per ripristinare i dati del computer violato. Quindi: meglio installare un buon antivirus e mai cliccare su allegati sospetti, anche provenienti da persone conosciute!

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E-Mail fraudolente da banche e fornitori di servizi

Un truffatore potrebbe inviare una eMail, fingendo di essere una banca, tipo UbiBanca, Unicredit, Intesa San Paolo, Fineco, Crédit Agricole, Monte dei Paschi di Siena, Banco Popolare, Banca Sella, Banco BPM, Ing, ecc…

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Potrebbe anche fingere di inviare la mail da parte di un fornitore di servizi, come Aruba, TIM, Netflix, Vodafone, Fastweb, Tiscali, ecc…

L’obiettivo del truffatore è ottenere le credenziali di accesso al servizio. La mail, generalmente, contiene un link. Cliccando sul link, si arriva ad una pagina molto simile a quella del fornitore del servizio, dove vengono richieste le credenziali di accesso.

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Il truffatore potrebbe anche richiedere un pagamento scaduto, in questo caso la truffa è di carattere economico.

E’ facile capire se la mail non proviene davvero dal nostro fornitore di servizi: è sufficiente avvicinare il mouse al pulsante (o al link) presente nella email, senza cliccarlo. Si apre una piccola finestra con l’indirizzo del collegamento. Ovviamente, l’indirizzo non sarà quello del sito internet della banca o del fornitore di servizi. E’ anche possibile copiare il collegamento (cliccando il link con il tasto destro del mouse) ed incollarlo in un blocco note, qualora non si aprisse la finestrella avvicinando il puntatore del mouse. In questo modo, potremo analizzarlo. E’ anche possibile valutare l’indirizzo eMail da cui è stata inviato il messaggio: in genere il messaggio non proviene dal vero fornitore di servizi.

Per proteggersi dalle truffe, ovviamente, bisogna evitare di seguire il link e, comunque, bisogna evitare di inserire i dati richiesti.

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Truffe sui siti di vendite online, come venditore

E’ sempre più diffusa l’abitudine di vendere i propri oggetti usati su siti specializzati. Normalmente, si inseriscono gli annunci su Facebook Marketplace, Subito, Kijiji, eBay ed altri. Ci sono anche delle App che consentono di vendere oggetti usati, come Shpock.

Anche in questo caso, le truffe possono essere di diverso tipo. Non a tutte, purtroppo, c’è rimedio!

Il tentativo di truffa più facile da scoprire è il messaggio di un potenziale acquirente, che chiede immediatamente di effettuare la trattativa via eMail, fuori dal sito di vendite. In genere i messaggi vengono inviati dall’estero, con un italiano stentato.

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Gli obiettivi del truffatore potrebbero essere tre:

  • fingere di aver inviato il denaro, inviando una fotocopia di un bonifico, e pretendendo la spedizione della merce;
  • estorcere del denaro, offrendosi di pagare di più per l’oggetto in vendita, a patto che il venditore gli invii del denaro per sbloccare i fondi necessari;
  • richiedere delle ulteriori foto dell’oggetto in vendita, per poi fingere di venderlo lui stesso (truffando quindi altri potenziali acquirenti).

Per proteggersi dalle truffe, bisogna necessariamente attendere che il pagamento venga accreditato sul conto corrente del venditore, prima di spedire la merce. Mai inviare denaro all’acquirente!

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Ovviamente, se la funzione è disponibile, è bene segnalare l’acquirente al sito di vendite.

Se l’acquirente richiede delle foto ulteriori, come lecito, si potrebbe valutare l’idea di firmarle con nome (senza cognome) e data. In questo modo, se il sedicente acquirente fosse un truffatore, non gli sarebbe possibile utilizzarle per truffare altre persone.

Un’altra truffa, dalla quale però è difficile proteggersi, riguarda il pagamento con PayPal. Un acquirente in malafede, appena ricevuta la merce, potrebbe dichiarare di averla ricevuta guasta o danneggiata. In questo caso, molto probabilmente, l’importo ricevuto dal venditore verrebbe stornato da PayPal.

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Quando si vuole acquistare qualcosa di usato, specialmente se il venditore si trova nelle immediate vicinanze dell’acquirente, la soluzione migliore è quella di recarsi di persona per vedere la merce, prima di acquistarla. Lo scambio sarebbe immediato: l’acquirente riceve la merce e la paga in contanti contestualmente.

Qualsiasi situazione, se differente da quanto sopra descritto, può comportare dei rischi. Supponendo di voler acquistare un oggetto da un venditore lontano, ovviamente, il venditore pretenderebbe il pagamento prima di spedire la merce. Il venditore potrebbe ricevere l’importo e non spedire la merce. In questo caso, per proteggersi dalla truffa, è bene:

  • utilizzare PayPal come strumento di pagamento (inviare denaro come acquisto di beni e servizi, evitando di utilizzare la funzione “invia denaro ad un amico”);
  • pretendere una spedizione tracciabile (con raccomandata oppure corriere espresso);
  • controllare eventuali feedback del venditore, guardare il suo profilo Facebook, verificare da quanti anni è iscritto, ecc…
  • in caso di oggetti costosi, pretendere tutti i dati del venditore e fare una videochiamata in diretta in cui mostra l’oggetto ed il suo corretto funzionamento.

Per proteggersi dalle truffe, se non si conosce il venditore, non si hanno sue referenze o feedback, evitare di utilizzare i bonifici e le ricariche PostePay per inviare denaro.

Conoscete altre truffe o ne siete stati vittime? Inviatemi i dettagli, in modo da inserirle in questo articolo!

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