In questo articolo mostro come ho restaurato un joystick Competition Pro originale (datato novembre 1990), partendo da un esemplare sporco e con alcune direzioni non funzionanti, fino al test finale su Commodore 64 con un software dedicato.
Il joystick non è il moderno Speedlink Competition Pro Extra con porta USB, bensì l’originale dell’epoca, con connettore DB9 poli.
Ecco come si presentava il joystick Competition Pro 5000

Prima del restauro e della riparazione, il joystick Competition Pro 5000 si presentava completo, ma con evidenti segni di uso. Sul case c’era dello scotch che aveva lasciato una patina appiccicosa. Per fortuna lo scotch non era un tentativo di sostituire una vite rotta: non ho trovato danni strutturali al guscio o ai supporti interni.
Relativamente al funzionamento, il joystick si presentava instabile sul pulsante di sparo: a volte funzionava, a volte no. Inoltre alcune direzioni non rispondevano.
Apertura e prima ispezione
Aperto il joystick, la prima cosa che ho notato era lo sporco interno: polvere e residui accumulati negli anni, soprattutto nella metà superiore del case e attorno alla zona della leva. Questa è una delle ragioni per cui preferisco sempre lo smontaggio completo: anche se fuori sembra accettabile, dentro spesso c’è la parte peggiore della sporcizia. Niente di eclatante, comunque: ho visto di ben peggio!

Relativamente alla scheda: qui si vedono chiaramente i microswitch delle direzioni, disposti a croce attorno al foro centrale della leva, e i contatti/lamelle dei pulsanti.

Il problema era proprio qui: due microswitch non funzionavano, quindi alcune direzioni risultavano morte o intermittenti. Le lamelle dello sparo risultavano ossidate, quindi funzionavano solo se premute con energia.
Etichetta interna con data e controllo qualità
Dentro al guscio posteriore ho trovato l’etichetta “GUARANTEE” con i dettagli: Date: 11-90 e Check: AL. È un dettaglio che mi piace documentare nelle foto, perché è un indizio utile per collocare temporalmente l’esemplare e per mantenere traccia dell’originalità dei componenti.

Pulizia e disossidazione dei microswitch del Competition Pro
Dopo aver separato tutte le parti, ho lavato e sgrassato bene le plastiche (e soprattutto ho rimosso con pazienza i residui della colla dello scotch, che è la parte più noiosa perché si spalma sulle plastiche).
Relativamente alla parte elettronica, mi sono concentrato sui microswitch: per disossidarli ho spruzzato disossidante per contatti all’interno, facendolo passare dal foro dove si trova il pulsante interno del microswitch. Per raggiungere quel foro ho dovuto rimuovere la levetta metallica, altrimenti non sarei arrivato bene al punto giusto. Poi ho azionato ripetutamente i microswitch per far lavorare i contatti interni con il disossidante. Questo passaggio, nel mio caso, è stato risolutivo: i due microswitch che non rispondevano sono tornati a funzionare.

Stessa riparazione è toccata alle lamelle degli spari: ho dato una bella pulizia con disossidante. Essendo visibili e raggiungibili, ho potuto usare uno straccio per sfregare con energia le parti che vanno a chiudere il contatto elettrico.
Altre scritte utili…
Sul retro della scheda si vede bene la serigrafia: 22-3120 S. T. C. ROTTERDAM. Anche questo è un dettaglio che fotografo sempre, perché aiuta a riconoscere la variante della scheda e a confrontarla con altri esemplari nel tempo (quando mi ricapita tra le mani lo stesso modello).

Test su Commodore 64 con Game Controller Tester
Riassemblato tutto, finalmente si può passare al collaudo pratico. Per verificare direzioni e pulsanti, uso Game Controller Tester V1.0 (2019) di RetroComputation: è un tool pensato proprio per controllare in modo chiaro lo stato dei controller collegati al Commodore 64.

Con questo test verifico che ogni direzione venga rilevata correttamente e che i pulsanti rispondano senza incertezze. Dopo la pulizia e la disossidazione, il joystick risulta finalmente stabile: niente più direzioni mancanti e spari sicuri.
Ovviamente… non poteva mancare anche una partita con Ghosts’n’Goblins! Il gioco mi appassionava (per quanto un non gamer si possa appassionare…) e mi sono scordato di scattare la foto!
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